Assegni familiari 2026, limiti di reddito e maggiorazioni delle pensioni: le novità

L'Inps aggiorna i limiti di reddito 2026 per assegni familiari e pensioni. Nuovi importi, soglie e categorie interessate nel dettaglio

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 32/2026 con i nuovi limiti di reddito per la cessazione o la riduzione degli assegni familiari e delle maggiorazioni della pensione per l’anno in corso. L’aggiornamento riguarda una platea specifica di lavoratori e pensionati, esclusa dalla normativa generale sull’Assegno per il Nucleo Familiare (Anf).

A chi riguarda l’aggiornamento

Le disposizioni si applicano a due categorie principali:

Per queste è previsto un sistema diverso rispetto al più diffuso Anf, destinato alla generalità dei lavoratori dipendenti. Il meccanismo si basa sul concetto di capofamiglia. L’importo totale non dipende da una cifra complessiva legata al numero dei componenti, ma dalla moltiplicazione di un importo fisso per ciascun familiare avente diritto.

Gli importi previsti per il 2026 sono:

I nuovi limiti di reddito

I tetti massimi di reddito per accedere alla prestazione sono stabiliti dalla Legge n. 41/1986 e vengono aggiornati ogni anno. Per il 2026, l’adeguamento è stato calcolato applicando il tasso d’inflazione programmato per il 2025 (1,8%).

La legge prevede inoltre maggiorazioni dei limiti reddituali in situazioni particolari:

Per ottenere le quote di maggiorazione, i familiari non devono superare determinati limiti di reddito personale mensile. Per il 2026, le soglie sono fissate in:

Assegno unico, stop alla maggiorazione per i nuclei con figli

Un aspetto importante riguarda l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Dal 1° marzo 2022, la maggiorazione non è più riconosciuta ai nuclei familiari con figli, poiché sostituita dal nuovo strumento. Da quella data, la prestazione spetta solo ai nuclei privi del diritto all’Assegno Unico, come quelli composti esclusivamente da coniugi, fratelli e sorelle o da genitori senza figli a carico.

L’Inps ha chiarito che, al compimento del ventunesimo anno di età dei figli per cui si percepisce l’Assegno Unico, è possibile presentare domanda di maggiorazione, ma solo per soggetti diversi dai figli.

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