Ursula von der Leyen chiede all’Europa di prepararsi a un mondo in cui gli alleati non bastano a garantirle sicurezza, le forniture possono interrompersi e un’ondata di calore lascia danni che quasi nessuno ha assicurato. Nel discorso sullo stato dell’Unione del 16 settembre 2026 ha chiamato tutto questo indipendenza europea. «Un’Europa più forte e indipendente sta emergendo», ha detto ai deputati. La sua agenda va dalle materie prime ai social dei ragazzini, ma la domanda che attraversa ogni proposta è la stessa: quanto sono disposti a fare insieme i governi?
Droni, sabotaggi e Ucraina
Il sostegno militare e umanitario all’Ucraina proseguirà. La novità del discorso sulla sicurezza riguarda, però, gli attacchi che potrebbero colpire uno dei Paesi membri senza aprire una guerra come i droni, i sabotaggi e gli attacchi informatici. Von der Leyen vuole che gli Stati europei dispongano di un modo più rapido per consultarsi e reagire.
È una proposta che potrebbe essere efficace soltanto se gli Stati concorderanno quando far scattare l’allerta e che cosa fare dopo. Davanti a un sabotaggio sospetto, condividere informazioni è un primo passo; assumersi insieme la responsabilità di una risposta è il passaggio difficile, ha detto Von der Leyen.
Il Canada nella nuova geografia europea
Sempre su fronte esteri, la Presidente ha proposto che il Canada diventi il primo “membro associato” dell’Unione. Il rapporto con Ottawa potrebbe rafforzarsi nella difesa, nell’energia e nella tecnologia. Mentre l’Ue prova a ridurre le proprie dipendenze, cerca anche partner sui quali costruire accordi più profondi, sempre sul lato Atlantico.
Al momento è solo una valutazione, per capire se questa sarà una svolta bisognerà aspettare una definizione dello status di “membro associato”. Oggi non è chiaro quali diritti e obblighi comporterebbe per il Canada, né in che cosa differirebbe dagli accordi già esistenti.
Il secondo shock cinese
Ci si sposta poi all’estremo Oriente che ormai è nei nostri confini socialmente ed economicamente. Con la Cina, la presidente ha usato l’espressione “secondo shock cinese”. Perché teme che la pressione delle esportazioni di Pechino acceleri la perdita di capacità industriale europea. Nel 2025 il deficit commerciale dell’Ue con la Cina è arrivato a circa un miliardo di euro al giorno. Von der Leyen ha promesso di usare gli strumenti commerciali europei per correggere questo squilibrio.
Al commercio si aggiunge il problema delle materie prime critiche. La Commissione propone un organismo europeo che aiuti ad assicurare forniture e scorte per l’industria. In questo ambito l’indipendenza significa poter continuare a produrre se un fornitore estero riduce le consegne. Resta da vedere con quali risorse opererà il nuovo organismo, perché è una soluzione in fase ancora embrionale.
Chi paga i danni del clima
Solo circa un quarto delle perdite economiche dovute agli eventi climatici nell’Ue è assicurato. Per il resto pagano chi subisce il danno o, quando interviene, lo Stato. Von der Leyen vuole creare un’alleanza europea per ampliare le coperture e ha annunciato anche un piano contro le ondate di calore e iniziative sulla gestione dell’acqua.
Il dato sulle polizze mostra quanto sia urgente adattarsi a un clima già cambiato. Assicurare più persone può attenuare il colpo economico dopo un’alluvione o un incendio; per limitare le perdite servono anche interventi prima che il disastro avvenga.
Social vietati sotto i 13 anni
La proposta destinata a incidere più direttamente sulle famiglie è il divieto di accesso ai social per i minori di 13 anni. Per gli adolescenti più grandi Von der Leyen prevede forme di utilizzo controllato e regole che obblighino le piattaforme a offrire servizi più sicuri.
La prima difficoltà sarà verificare l’età senza raccogliere più dati del necessario. La seconda sarà agire sul funzionamento delle piattaforme: vietare un account ai più piccoli non risolve, da solo, il problema dei contenuti e dei meccanismi che trattengono online i ragazzi. Nel discorso la Presidente ha chiesto anche una cooperazione internazionale sui rischi dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati.