Ue, nuovo sostegno all’Ucraina per il 2026-2027: cosa prevede il piano da 90 miliardi di euro

L’UE approva un nuovo sostegno finanziario per l’Ucraina nel 2026-2027: struttura, obiettivi e continuità con le tranche già erogate dal 2024.

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Danilo Supino

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L’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di sostegno finanziario per l’Ucraina che guarda al biennio 2026-2027, consolidando un percorso di aiuti avviato all’indomani dell’invasione russa e progressivamente strutturato in strumenti sempre più stabili e pluriennali. La decisione, annunciata dalla Commissione europea, si inserisce in una strategia di medio periodo che mira a garantire a Kyiv prevedibilità finanziaria, continuità di bilancio e capacità di pianificazione, in un contesto di guerra ancora in corso e di forti pressioni macroeconomiche.

Il nuovo finanziamento non nasce nel vuoto: rappresenta piuttosto l’evoluzione di un impianto costruito tra il 2023 e il 2025, con l’introduzione dello Ukraine Facility e con una serie di tranche periodiche già erogate per sostenere le funzioni essenziali dello Stato ucraino.

Un pacchetto pensato per la stabilità di medio periodo

Il sostegno approvato per il 2026-2027 risponde a una logica diversa rispetto ai primi aiuti emergenziali concessi dall’Ue nel 2022 e nel 2023. Se nella fase iniziale l’obiettivo era evitare il collasso immediato dei conti pubblici ucraini, oggi Bruxelles punta a coprire in modo programmato il fabbisogno finanziario del Paese su un orizzonte pluriennale.

Secondo la Commissione, il nuovo pacchetto servirà a:

La struttura del finanziamento si basa ancora una volta su strumenti comuni dell’Unione, con il ricorso alla capacità di raccolta sui mercati e alle garanzie del bilancio europeo. Una scelta che consente di evitare un impatto diretto e immediato sui conti nazionali degli Stati membri, ma che rafforza il ruolo dell’UE come attore finanziario unitario.

Continuità con quanto deciso nel 2024

Per comprendere la portata del nuovo intervento è necessario guardare a quanto deciso un anno fa. Nel 2024 l’Unione aveva lanciato formalmente lo Ukraine Facility, un quadro finanziario pluriennale da 50 miliardi di euro per il periodo 2024-2027, destinato a sostenere la ricostruzione, le riforme e la stabilità macroeconomica dell’Ucraina.

 

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Come avevi ricostruito nel tuo articolo dello scorso anno, quello strumento segnava un passaggio chiave: dall’assistenza straordinaria a un meccanismo strutturato, con obiettivi, condizionalità e verifiche periodiche. Il nuovo pacchetto per il 2026-2027 non sostituisce il Facility, ma ne rafforza l’impianto, assicurando risorse aggiuntive in una fase in cui il fabbisogno finanziario ucraino resta elevato.

Le tranche già erogate tra il 2024 e il 2025

Tra l’approvazione dello Ukraine Facility e la decisione sul sostegno 2026-2027, l’Ue ha già proceduto con pagamenti periodici legati al rispetto degli impegni concordati con Kyiv. Le tranche, autorizzate dal Consiglio su proposta della Commissione, hanno avuto l’obiettivo di garantire liquidità costante allo Stato ucraino.

Nel corso del 2024 e del 2025 sono stati effettuati diversi esborsi, per un ammontare complessivo che supera i 25 miliardi di euro (destinati in larga parte alla copertura del deficit di bilancio; al funzionamento delle amministrazioni centrali e locali; spesa sociale e servizi essenziali).

Questa scansione regolare dei pagamenti ha rappresentato uno degli elementi di maggiore discontinuità rispetto alla fase iniziale della guerra d’invasione della Russia, quando gli aiuti arrivavano in modo frammentato e spesso emergenziale.

Perché serve un nuovo impegno per il 2026-2027

Anche ipotizzando un rallentamento del conflitto, le esigenze finanziarie dell’Ucraina resteranno elevate almeno fino alla fine del decennio. Il nuovo sostegno Ue per il 2026-2027 nasce quindi dalla consapevolezza che il solo Ukraine Facility potrebbe non essere sufficiente a coprire integralmente il fabbisogno.

In questo senso, il pacchetto approvato dalla Commissione risponde a tre esigenze politiche ed economiche:

  1. Evitare vuoti di finanziamento una volta esaurite le tranche già programmate.
  2. Rafforzare la credibilità dell’impegno europeo, in una fase di incertezza sugli aiuti di altri partner internazionali.
  3. Offrire a Kyiv un quadro di riferimento stabile per la programmazione di bilancio e delle riforme.

Le tensioni politiche all’interno dell’Ue

Come già avvenuto nelle precedenti tranche, anche questa decisione arriva dopo un negoziato complesso tra gli Stati membri. Alcuni governi hanno espresso riserve sul ricorso a ulteriore debito comune, mentre altri hanno spinto per soluzioni più radicali, come l’utilizzo diretto degli asset russi congelati.

Alla fine, ha prevalso una linea prudente, coerente con le posizioni già adottate negli anni precedenti: rafforzare il sostegno all’Ucraina senza forzare il quadro giuridico europeo e internazionale. Una scelta che conferma come la politica degli aiuti a Kyiv sia diventata uno dei principali banchi di prova della coesione dell’UE.

Un segnale politico oltre i numeri

Al di là delle cifre, il nuovo sostegno per il 2026-2027 ha un valore fortemente simbolico. L’Unione Europea ribadisce di considerare il destino dell’Ucraina parte integrante della propria sicurezza e stabilità, e di essere disposta a sostenere questo impegno nel tempo.

 

 

Per Kyiv, la decisione rappresenta una garanzia di continuità in una fase in cui la guerra, la ricostruzione e il percorso di integrazione europea procedono in parallelo. Per Bruxelles, è l’ennesima conferma che il dossier ucraino non è più una misura straordinaria, ma una politica strutturale di lungo periodo.

In totale, dall’inizio della guerra, UE e Stati membri hanno mobilitato circa 193,3 miliardi di euro di aiuti verso l’Ucraina: un impegno senza precedenti che combina finanziamenti economici, militari e umanitari, e a cui si aggiunge ora il nuovo pacchetto da 90 miliardi per il biennio 2026-2027

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