Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato che sono già stati segnalati i casi di sospetta speculazione presso i distributori di carburanti. Iniziano infatti il monitoraggio e il controllo dei punti vendita dove il prezzo di benzina e diesel supera il costo reale, già in aumento a causa dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.
Al momento, come indicato dal Ministro, il prezzo dei carburanti è mediamente inferiore ai 2 euro al litro, pur essendo aumentato di alcuni decimi. Ha spiegato che ci troviamo in una situazione di relativa sicurezza rispetto alle forniture di petrolio, in uno scenario ben diverso da quello successivo all’invasione della Russia in Ucraina, dove i prezzi salirono oltre i 2,20 euro al litro. In ogni caso, il Governo è chiamato a rispondere agli aumenti e sono già stati programmati i tavoli per dibattere l’andamento dei mercati energetici, dei prodotti petroliferi e le ricadute sull’inflazione.
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Benzina e diesel in aumento
Il prezzo di benzina e diesel è aumentato, ma non così drasticamente come in altre crisi simili degli scorsi anni. Oggi fare un pieno costa di più rispetto a febbraio, ma l’incremento è di circa una decina di centesimi. Per esempio, il prezzo della benzina in modalità self-service è salito a 1,744 euro al litro (+20 millesimi), mentre il prezzo del diesel è aumentato a 1,867 euro al litro (+52 millesimi).
Certo, lo scenario resta preoccupante se si considera che anche i beni di consumo aumenteranno di conseguenza al costo del carburante. Infatti, i negozi sono riforniti tramite un sistema di trasporto su gomma che viaggia, nella maggior parte dei casi, su mezzi a gasolio. Quindi anche una cifra apparentemente piccola può avere ricadute più ampie sul portafoglio degli italiani. È stato calcolato, fin dai primi giorni dopo l’attacco, un aumento della spesa media di circa 200 euro all’anno.
Speculazione ai distributori
Resta però il rischio speculazione che non può essere trascurato. Infatti, se il prezzo di benzina e diesel sui mercati aumenta in maniera moderata, alcuni distributori potrebbero invece speculare sulla crisi alzando i listini oltre le reali quotazioni. Ed è qui che il Governo vuole agire, monitorando le segnalazioni e attivando i controlli della Guardia di Finanza.
Già nei giorni scorsi è stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi. Tutta la filiera è sotto osservazione, ma sotto la lente di ingrandimento finiscono in particolare i listini consigliati delle compagnie.
Il Garante ha chiesto alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle variazioni dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda benzina e gasolio. In questo modo il Garante e il Governo stesso hanno modo di verificare e confrontare i dati dei listini con la media effettiva dei distributori.
Le regioni con gli aumenti maggiori
Dal 4 al 6 marzo sono stati registrati aumenti sensibili al distributore. I rincari hanno coinvolto sia la benzina che il diesel, ma quest’ultimo in misura maggiore.
Gli aumenti non sono omogenei su tutto il territorio e l’Unione Nazionale Consumatori, basandosi sulle medie regionali, ha stilato una classifica delle regioni dove il prezzo è aumentato di più.
Il prezzo del gasolio al self-service in due giorni è aumentato secondo questo schema:
| Regione | Aumento / litro | Costo in più per pieno da 50 litri |
|---|---|---|
| Sicilia | +11,6 centesimi | +5,80 euro |
| Molise | +10,6 centesimi | +5,30 euro |
| Campania | +10,5 centesimi | +5,25 euro |
| Umbria | +8,6 centesimi | +4,30 euro |