I conti deposito tornano al centro dell’attenzione dei risparmiatori italiani. Le recenti decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse stanno spingendo diversi istituti di credito a rivedere al rialzo le offerte per chi lascia somme vincolate o depositate. L’aumento dei rendimenti riguarda soprattutto i prodotti online e i vincoli di medio-lungo periodo. Il risultato è un mercato più favorevole per chi cerca uno strumento semplice per far rendere i risparmi, senza esporsi ai rischi tipici di altri investimenti finanziari.
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Quanto rendono i conti deposito
Le offerte più alte riguardano i conti deposito vincolati. Chi accetta di bloccare il capitale per un periodo più lungo può ottenere rendimenti maggiori. Per i vincoli a 5 anni, il tasso lordo massimo arriva fino al 3,90%. Sulle scadenze a 12 mesi, invece, le migliori offerte possono arrivare fino al 3,50% lordo.
Esistono anche soluzioni svincolate, che consentono di mantenere maggiore libertà nell’uso del denaro. In questo caso il rendimento può arrivare fino al 3% lordo, ma le condizioni variano in base alla banca e al prodotto scelto.
Perché i tassi sono aumentati
La crescita dei rendimenti è collegata alle politiche monetarie della BCE. I ritocchi ai tassi hanno spinto le banche a modificare le proprie condizioni, in particolare sui prodotti pensati per raccogliere risparmio. L’aumento è stato di 30 punti base sui vincoli a 12 mesi e di oltre 50 punti base sulle scadenze a 5 anni. Gli istituti digitali risultano tra i più attivi, anche perché hanno costi di gestione più bassi rispetto alle reti bancarie tradizionali e possono proporre offerte più aggressive.
Italia sopra la media europea
Nel confronto europeo, l’Italia si colloca in una posizione favorevole. Le rilevazioni Eurostat dell’estate 2026 indicano per i depositi italiani un tasso annuo lordo medio del 2,84%, superiore alla media dell’Unione europea, pari al 2,57%. La Lituania guida la classifica con un rendimento medio del 3,34%. L’Italia si posiziona al quarto posto, davanti a mercati come Germania e Francia, che risultano sotto la media europea. Il dato riguarda soprattutto i depositi con vincolo superiore ai due anni, dove la differenza tra Paesi risulta più evidente.
Conti correnti, rendimento quasi nullo
Il discorso cambia per i conti correnti tradizionali. Questi prodotti servono soprattutto per la gestione quotidiana del denaro, come accredito dello stipendio, pagamenti, bonifici e addebiti. Per questo motivo i tassi riconosciuti restano molto bassi. In Italia il rendimento medio dei conti correnti è pari allo 0,19% lordo, contro una media europea dello 0,28%. Si tratta di percentuali insufficienti per difendere il potere d’acquisto dei risparmi dall’inflazione.
Alcune banche propongono conti correnti remunerati con tassi promozionali fino al 4% lordo annuo. Queste offerte possono essere interessanti, ma vanno lette con attenzione. Spesso il rendimento più alto è valido solo per un periodo limitato oppure richiede condizioni specifiche, come l’accredito dello stipendio, un importo massimo remunerato o l’apertura di nuovi rapporti bancari.