Inflazione, a luglio rallenta al 2,9% ma per le famiglie arriva una stangata da 1.020 euro

A luglio l’inflazione scende al 2,9%, ma casa, trasporti e vacanze fanno salire la spesa delle famiglie fino a 1.020 euro

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

L’inflazione rallenta leggermente a luglio, ma la spesa delle famiglie continua a crescere. Secondo i dati Istat, il tasso tendenziale si attesta al 2,9%, dal 3,0% di giugno, mentre la variazione mensile è dello 0,3%. Per i bilanci degli italiani questo significa centinaia di euro di spesa in più all’anno, soprattutto per casa, trasporti, ristorazione e vacanze.

Unione Nazionale Consumatori: “stangata vacanze”

Per l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) il quadro che emerge dai dati di luglio è “pessimo e allarmante”. L’associazione contesta la lettura rassicurante del rallentamento tendenziale e definisce il dato un “giochino matematico”. Secondo il presidente Massimiliano Dona:

il dato si abbassa non perché l’indice scende nel luglio del 2026 ma perché era salito nel luglio 2025, quando l’inflazione mensile decollò dello 0,4% rispetto a giugno 2025. Il valore che conta davvero, invece, è che mentre a giugno l’inflazione si era fermata, registrando una variazione nulla, a luglio ha ripreso la sua corsa con un preoccupante +0,3%.

Quanto pesa l’inflazione sui diversi tipi di famiglia

L’Unc ha stimato l’impatto dell’inflazione di luglio, voce per voce, su tre tipologie di nuclei: famiglia media, coppia con 2 figli, coppia con 1 figlio. Il risultato evidenzia un forte aumento della spesa, particolarmente pesante per le famiglie con figli, penalizzate soprattutto dai rincari di trasporti e servizi turistici.

Divisioni di spesa Famiglia media (euro) Coppia con 2 figli (euro) Coppia con 1 figlio (euro) Inflazione annua di luglio (%)
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 90 130 114 +1,4
Bevande alcoliche, tabacco e droghe 12 16 17 +2,4
Abbigliamento e calzature 11 20 15 +0,9
Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili 289 311 309 +7,2
Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione 23 32 29 +1,7
Sanità 18 22 22 +1,3
Trasporti 153 252 234 +4,3
Informazione e comunicazione 2 3 2 +0,2
Ricreazione, sport e cultura 10 17 14 +0,8
Servizi di istruzione 3 10 6 +1,6
Servizi di ristoranti e servizi di alloggio 66 115 92 +3,4
Servizi finanziari e assicurativi 17 25 23 +1,9
Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari 51 67 69 +3,2
Totale rincaro annuo 746 1020 946 +2,9
Carrello della spesa 99 143 127 +1,0

La lettura del Codacons

Anche il Codacons sottolinea come il dato del 2,9% non rifletta ancora pienamente la fiammata dei carburanti iniziata nella seconda metà di luglio. Secondo l’associazione, gli aumenti sono destinati a riversarsi nei prossimi mesi sull’inflazione e sui prezzi al dettaglio.

Ma la vera stangata per il Codacons arriva dalle tariffe energetiche e dai servizi legati alle vacanze. Con i consumi elettrici domestici ai massimi nel periodo estivo, le famiglie si trovano a fare i conti con:

A questi si aggiungono gli aumenti delle forniture di gas, che contribuiscono a zavorrare la spesa complessiva per la casa.

Vacanze più care

Sul fronte turistico, il Codacons evidenzia uno scenario differenziato:

le tariffe dei voli nazionali registrano infatti un incremento su base annua del 6,2%. Di contro i prezzi dei voli internazionali, anche a causa della crisi in Medio Oriente, crollano del -7,6%. I traghetti invece rincarano del 2,5%, le auto a noleggio del 3,4%, gli alberghi del 3% e i villaggi vacanza del 2,9%.

Chi sceglie di restare in Italia per le vacanze estive si trova a fronteggiare prezzi più alti per spostarsi e soggiornare. Chi vola all’estero può invece beneficiare, almeno in parte, del calo delle tariffe internazionali, ma il vantaggio può essere attenuato dall’incertezza geopolitica e dai costi energetici interni.

Come sono cambiati i consumi negli anni

Negli ultimi trent’anni i bilanci delle famiglie italiane si sono spostati sempre più verso servizi e tempo libero, riducendo il peso dei beni tradizionali. Nel 2025 la spesa pro capite reale per consumi ha raggiunto i 23.261 euro, superando sia i livelli pre‑Covid sia il picco del 2007, ma non in modo uniforme per tutte le voci.

Tecnologia, comunicazioni e servizi culturali guidano la crescita, mentre alimentazione domestica, abbigliamento e arredi restano stagnanti, segno di una domanda più prudente in un contesto macroeconomico ancora incerto.

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