Le partnership tra aziende sono una delle leve di marketing più utilizzate, soprattutto nell’era digitale. In un mercato globale in cui la competizione si gioca anche sulla rapidità di posizionamento e sugli sviluppi guidati dall’innovazione tecnologica, aziende e brand ricorrono a un approccio strategico per consolidare la propria presenza nei mercati di riferimento e sfruttare al meglio ogni occasione. Tra gli strumenti più diffusi ci sono le partnership, collaborazioni tra due marchi o, più in generale, tra due realtà diverse per struttura e target.
Si tratta di accordi di – per i quali si parla spesso di iniziative in co-branding – che riscuotono successo perché coniugano obiettivi strategici ed esigenze promozionali comuni, condividendo al tempo stesso risorse e conoscenze.
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Come funziona una collaborazione tra aziende
Nella letteratura scientifica di settore si parla spesso di alleanze strategiche, anche se non esiste una definizione univoca del concetto. Uno studio pubblicato il 19 settembre 2025 su Plos One delinea le alleanze strategiche come accordi cooperativi nei quali più imprese condividono diritti di proprietà e autorità decisionale per raggiungere obiettivi, mettendo in comune le risorse e rafforzando la competitività reciproca, mantenendo sia una proprietà indipendente che il controllo sugli altri asset.
Come si legge nel prosieguo del paper, un numero crescente di aziende stringe alleanze strategiche anche per ridurre i costi di produzione, raggiungere un grado maggiore di innovazione e accrescere le quote di mercato. Le alleanze rispondono però anche ad altre esigenze: sfruttare nuovi canali di vendita, ridurre i costi di ricerca e sviluppo (spesso tramite un coordinamento tecnologico condiviso) e migliorare la competitività, sia a livello settoriale sia globale.
In termini pratici, come insegnano le sinergie storiche tra grandi marchi di settori diversi, una partnership commerciale ruota spesso intorno a un prodotto o a un servizio capace di integrare prerogative ben riconoscibili dei brand coinvolti.
Caso esemplare, spesso considerato lo standard aureo delle collaborazioni aziendali, è la partnership di lungo corso tra McDonald’s e Coca-Cola. Avviata a metà degli anni Cinquanta, la sinergia tra i due colossi si è sviluppata nel tempo fino a diventare un binomio inscindibile. Il motivo? I vantaggi di natura economica, logistica e distributiva, e la possibilità di sfruttare un sodalizio così consolidato per sponsorizzare grandi eventi e altre iniziative di marketing.
Quali sono i vantaggi di un’alleanza strategica
Quando due aziende si impegnano in una collaborazione di carattere promozionale, sviluppano prima di tutto una strategia condivisa e integrata. Significa mettere in comune conoscenze e capacità – il cosiddetto know-how – con un impatto diretto sui processi decisionali e sull’uso delle risorse a disposizione di entrambe. La partnership può così diventare un’occasione di crescita reciproca su visibilità, competitività settoriale, sviluppo, ricerca e innovazione. A questi aspetti se ne aggiungono altri, legati alle dinamiche di mercato.
Un fattore che spesso favorisce le collaborazioni tra aziende è la necessità, da parte di almeno uno degli attori coinvolti, di entrare in tempi rapidi all’interno di un determinato segmento, oppure di intercettare lo stesso target di pubblico dell’azienda partner. Talvolta la leva si usa in senso opposto: si sceglie un partner commerciale che consenta di consolidare la propria presenza sul mercato e renderlo meno accessibile a terzi. È in fondo quello che Coca-Cola ha fatto con McDonald’s, guadagnandosi il ruolo di fornitore esclusivo di una catena di distribuzione poi espansa su scala globale.
Più in generale, a prescindere dal “dimensionamento” delle aziende coinvolte, le partnership contribuiscono alla crescita anche perché consentono di aggiungere qualcosa che prima mancava. Oppure di avvicinare settori percepiti come molto distanti, ma che trovano un punto di contatto in un nuovo prodotto, in un servizio integrato o in una serie di valori condivisi.
Non tutte le alleanze strategiche funzionano allo stesso modo, né producono i medesimi risultati. Secondo gli esperti, una collaborazione contribuisce a ottimizzare innovazione e performance aziendali soltanto se i partner presentano una diversità funzionale, sia qualitativa sia quantitativa. Conta meno il settore di mercato in cui operano le aziende: il successo di una partnership, grande o piccola, sta nella capacità di far leva su competenze complementari e di ottimizzare risorse eterogenee.
Reset Energia ed Empethy insieme per il Progetto Pawer
Quello delle partnership è un ambito votato all’innovazione e alla sperimentazione: gli esempi di sinergie quantomeno insolite non mancano, anche solo per il fatto di mettere in contatto ambiti che, almeno in apparenza, hanno ben poco in comune.
È il caso del Progetto Pawer, lanciato di recente da due realtà emergenti nei rispettivi settori, Reset Energia ed Empethy. A rendere questa collaborazione particolare è il background dei due partner.
La prima è un’azienda che distribuisce energia elettrica a clienti domestici residenziali. Grazie a un approccio innovativo, ha raccolto fin da subito il favore degli utenti, come conferma il punteggio medio delle recensioni online pubblicate su Trustpilot e altri portali specializzati. Reset offre un servizio di fornitura in abbonamento articolato per fasce di consumo, ciascuna associata a un prezzo iniziale di riferimento. Il modello commerciale è strutturato in maniera da premiare gli utenti virtuosi, perché l’azienda incoraggia un approccio più consapevole e responsabile all’uso dell’energia in casa.
Empethy, invece, è una startup nata a Napoli nel 2021 con lo scopo di promuovere l’adozione responsabile di cani e gatti ospiti di rifugi e altre realtà simili. Funziona come una vetrina online che raccoglie migliaia di annunci di animali. A oggi la piattaforma, patrocinata da diverse associazioni animaliste, conta oltre 9.000 annunci attivi e ha contribuito a far adottare più di 11.000 amici a quattro zampe. Il risultato è stato reso possibile dall’implementazione di un sistema di matching che permette agli utenti di filtrare gli annunci per area geografica, razza, età e altre caratteristiche di ogni singolo pet, grazie a informazioni dettagliate che riguardano anche le abitudini e il background dell’animale.
Per quanto distanti, sia Reset sia Empethy condividono i valori di responsabilità e trasparenza, declinati tanto nelle rispettive attività primarie quanto nel rapporto con gli utenti. Adottare anziché comprare è un atto di responsabilità tanto quanto utilizzare meno e meglio l’energia elettrica nelle attività quotidiane. In entrambi i casi, l’accesso a informazioni chiare è un requisito imprescindibile.
Come funziona il Progetto Pawer
L’iniziativa si sviluppa su più livelli. In primo luogo, Reset Energia ha stanziato fondi per l’acquisto di scorte di cibo da destinare alle strutture che fanno parte della rete di Empethy, che conta oltre 500 realtà in tutta Italia. In aggiunta, il sito aziendale ospiterà un rifugio virtuale, una vetrina online con link diretto alla piattaforma per le adozioni, pensata per aumentare la visibilità degli annunci. Sono previste anche iniziative di comunicazione e promozione in co-branding.
Reset offrirà inoltre un ulteriore supporto attraverso un meccanismo premiale: gli iscritti alla piattaforma che attiveranno un contratto di fornitura riceveranno uno sconto fisso in bolletta per 12 mesi. L’ammontare dello sconto, insieme a risorse aggiuntive attinte al budget per le attività di advertising, sarà devoluto a tre canili, due a Napoli e uno in Piemonte.