Per quattro giorni, a fine settembre, il Rimini Expo Centre è tornato a essere il punto d’incontro mondiale delle tecnologie per la ceramica e le superfici. La 29ª edizione di TECNA ha richiamato operatori da cento Paesi, con una presenza straniera cresciuta rispetto all’edizione precedente.
La fiera è arrivata in un periodo complicato per i costruttori italiani di macchinari, che fanno i conti con ordini scarsi e clienti cauti negli investimenti: forse anche per questo, tra gli stand, l’attenzione si è concentrata sulle tecnologie che promettono più qualità e più controllo sui processi.
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TECNA 2026, un’edizione dal respiro internazionale
La manifestazione, a cadenza biennale, è organizzata da Italian Exhibition Group con ACIMAC, l’associazione dei costruttori italiani di macchine per ceramica, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con ICE-Agenzia. In fiera hanno esposto circa 300 brand, il 39% dei quali arrivava da 19 Paesi stranieri.
Tra le aziende italiane presenti c’era Officine Smac, una vera certezza nonché un eccellenza assoluta, che dal 1969 progetta e realizza a Fiorano Modenese automazioni, impianti e macchinari per l’industria ceramica e dei laterizi. Il 45% dei visitatori è arrivato dall’estero, e le nazionalità più rappresentate disegnano una mappa della domanda di tecnologia ceramica: in testa India, Vietnam, Bangladesh, Turchia e Tunisia, seguite da Germania, Regno Unito e Argentina.
Il programma di incoming curato con ICE-Agenzia ha portato a Rimini oltre 285 buyer selezionati, più del doppio rispetto alle edizioni passate. Un altro dato mostra quanto si sia allargato il perimetro della rassegna: il 15% dei visitatori proveniva da comparti delle superfici diversi dalla ceramica.
È un’apertura che riguarda da vicino anche i fornitori di tecnologia, chiamati a lavorare con materiali e prodotti differenti. Officine Smac, per esempio, ha già applicato il proprio know-how alla cristalleria, alla componentistica industriale, al tableware e alla ceramica artistica. Il programma convegnistico, con la Decortech Conference, ha registrato il tutto esaurito e ha affrontato anche la sicurezza informatica degli impianti interconnessi. Il prossimo appuntamento è fissato al 2028.
Un comparto in frenata che punta sull’innovazione
Il clima positivo della fiera si colloca in una congiuntura difficile. Secondo il centro studi MECS-ACIMAC, i costruttori italiani di macchine e attrezzature per ceramica hanno chiuso il 2025 con un fatturato di 1,73 miliardi di euro, il 5% in meno rispetto all’anno precedente, con l’export al 69,4% del totale e 7.153 addetti. L’Italia resta comunque il riferimento mondiale del settore, con circa metà della produzione globale di questi macchinari.
Per il 2026 i segnali sono peggiori. L’indagine congiunturale diffusa a fine ottobre registra nei primi nove mesi dell’anno un calo del fatturato del 18,2%, più marcato sull’estero (meno 21%) che sul mercato interno (meno 11%). Il portafoglio ordini garantisce appena 2,8 mesi di produzione e il presidente di ACIMAC, Bruno Bettelli, ha avvertito che una situazione simile, se prolungata, potrebbe mettere a rischio la tenuta del comparto e dell’occupazione. Regge invece l’after sales, che pesa per il 29% del giro d’affari.
SkinX, la texture nasce sulla linea
Con volumi in calo, la competitività passa sempre più dalla capacità di offrire prodotti differenziati e di tenere sotto controllo i parametri della linea, riducendo scarti e sprechi. È la strada seguita anche da Officine Smac, che con 35 professionisti e una rete commerciale attiva in oltre 60 Paesi serve più di 2.000 clienti. A Rimini l’amministratore delegato Fulvio Masini ha presentato tre novità costruite attorno a questi due obiettivi.
Sul versante estetico, la proposta principale si chiama SkinX ed è un sistema innovativo per la microstrutturazione della superficie delle piastrelle. La lavorazione avviene direttamente in linea sul pezzo ancora crudo, all’uscita dell’essiccatoio, prima della smaltatura e della decorazione.
Il sistema permette di ottenere texture tridimensionali controllate, che vanno dalle micro-rigature alle finiture bocciardate fino a motivi geometrici su misura. Poiché tutto si svolge nel normale flusso produttivo, la personalizzazione non richiede una fase di finitura separata.
Per i produttori la superficie diventa così un modo per aggiungere valore al pezzo e distinguersi sul mercato, rispondendo alla domanda di materiali ricercati che arriva dall’architettura e dall’interior design.
Dry-Check e RheoX, i dati al servizio del processo
Il secondo filone riguarda il monitoraggio automatico dei parametri produttivi. Dry-Check misura l’umidità delle piastrelle mentre scorrono sulla linea, sfruttando la tecnologia TDR (Time-Domain Reflectometry), che ricava il contenuto d’acqua di un materiale dal modo in cui un impulso elettromagnetico lo attraversa e viene riflesso.
La misura è rapida, non invasiva e rileva anche l’umidità interna del supporto, oltre a quella superficiale. Avere il dato durante la lavorazione consente agli operatori di intercettare per tempo le anomalie, con benefici sulla stabilità produttiva e sulla quantità di scarti. La novità ha attirato anche l’attenzione della stampa di settore, a partire da Ceramic World Review.
RheoX si occupa invece della viscosità di smalti e ingobbi, i rivestimenti stesi sul supporto ceramico. Il sistema utilizza il conosciuto e consolidato metodo della coppa Ford, rendendolo automatico, senza la necessità di un intervento manuale e segnala ogni scostamento dai valori impostati. Le verifiche diventano così sistematiche, affidabili, ripetibili e controllate.
LIFE CAPT-TILE, la ricerca europea sulle tegole
Accanto alle novità di prodotto, Officine Smac ha riservato uno spazio dello stand al progetto europeo LIFE CAPT-TILE, a cui partecipa insieme a partner italiani e polacchi. L’iniziativa punta a sviluppare tegole speciali in laterizio pensate per ospitare la vegetazione direttamente sul tetto, così da contribuire alla cattura della CO2 attraverso le coperture verdi.
Il progetto si lega al lavoro che l’azienda porta avanti nel comparto dei laterizi e delle tegole, uno dei segmenti in crescita per i costruttori italiani nel 2025 (più 11,9%, secondo ACIMAC). È anche un esempio di collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni europee per adeguare i materiali da costruzione alle nuove richieste ambientali.
Dalla microstruttura delle superfici alla misura automatica di umidità e viscosità, il filo che lega le tecnologie viste a TECNA 2026 porta verso impianti più integrati e più facili da governare. Per la meccanica specializzata del distretto emiliano, in una fase segnata dal calo degli ordini, la ricerca applicata resta la leva principale per difendere le proprie posizioni sui mercati internazionali.