Nelle prime ore dall’apertura dei mercati del 29 gennaio lo spread Btp-Bund è nuovamente sceso raggiungendo i 57 punti. Il differenziale sembra essere tornato stabilmente sotto quota 60 dopo un periodo di instabilità che aveva interrotto la traiettoria in discesa avviata alla metà del 2025.
Il calo dei rendimenti è dovuto anche alla pubblicazione dei primi risultati delle aste di fine gennaio. In particolare quella dei Btp e dei Btp€i, che è arrivata a raccogliere 1,2 miliardi di euro grazie anche a due aste supplementari. Oggi 29 gennaio si conclude la tre giorni di collocamento dei titoli di Stato italiani, con un’asta di titoli a medio-lungo termine.
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Spread ancora in calo, frenano i rendimenti
Si conferma in calo lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Per il secondo giorno di fila il differenziale è rimasto sotto quota 60 punti, scendendo ulteriormente a 57 dopo che in apertura, nella giornata di ieri 28 gennaio, aveva raggiunto i 58 punti. La diminuzione è dovuta a un calo dei rendimenti dei titoli italiani che sono arrivati a interessi annui del 3,43%.
Stabili invece i titoli tedeschi, che rimangono a quota +2,86%. Negli ultimi 12 mesi lo spread si è ridotto del 45,60%, ma buona parte di questo calo è arrivata negli ultimi 6 mesi. Ad aprile scorso il differenziale ha iniziato infatti a calare, dopo un picco di 130 punti a inizio aprile. Nell’ultimo mese, la riduzione è stata esattamente del 9%.
Italia di nuovo vicina al pareggio con la Francia
Con il risultato dell’apertura del 29 gennaio, i rendimenti dei titoli di Stato italiani si sono avvicinati molto a quelli degli altri grandi Paesi europei, in particolare della Francia. Gli Oat, che hanno ritrovato stabilità dopo un anno turbolento, rendono infatti il 3,42%, con uno spread di 56 punti sui Bund tedeschi. Il differenziale italiano si riavvicina quindi a quello di Parigi, dopo essere stato superiore per alcune settimane.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,86% | – |
| Btp italiani | 3,43% | 57 |
| Oat francesi | 3,42% | 56 |
| Bonos spagnoli | 3,21% | 35 |
La Spagna viaggia invece su un altro binario, spinta dalla forte crescita della propria economia. Il differenziale tra i Bonos e i Bund è di soli 35 punti, con un rendimento del 3,21%. Dopo un lungo periodo di stagnazione attorno ai 45 punti, il differenziale tra Madrid e Berlino ha ricominciato a scendere molto rapidamente nell’ultima settimana di gennaio.
Aste sopra le aspettative, i prossimi appuntamenti
Una delle ragioni del calo dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è il risultato dell’asta dei Btp e dei Btp€i, che si è svolta il 27 gennaio. Il Ministero dell’economia ha collocato sul mercato titoli per 1,2 miliardi di euro, che hanno richiesto anche aste supplementari che si sono svolte nella giornata di ieri. In particolare sono stati collocati:
- 900 milioni di euro in Btp a 2 anni con una cedola del 2,2%, la cui domanda ha superato i 2,4 miliardi di euro;
- 150 milioni di euro in Bpt€i a 5 anni, con una cedola dell’1,1%, la cui domanda ha superato gli 831 milioni di euro;
- 150 milioni di euro in Bpt€i a 30 anni, con una cedola del 2,55%, la cui domanda ha superato i 775 milioni di euro.
Oggi si terrà un’altra asta, quella dei buoni del tesoro a medio-lungo termine, che concluderà la tre giorni di collocamento dei titoli di Stato di fine gennaio. A febbraio, le date da segnarsi per le aste saranno:
- l’11 febbraio per l’asta dei Bot;
- il 12 febbraio per l’asta medio-lungo termine;
- il 24 febbraio per l’asta dei Btp short-Bpt€i
- il 25 febbraio per l’asta dei Bot;
- il 26 febbraio per l’asta medio-lungo termine.