Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato ad aumentare, portandosi a 62 punti basi in apertura il 20 febbraio. È l’effetto del ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato di Berlino, che in pochi giorni hanno perso 16 centesimi di punto percentuale di rendimento, trascinandosi dietro il resto dei grandi Paesi europei.
Non sempre però i titoli di Stato italiani, francesi e spagnoli riescono a tenere il passo con la loro controparte tedesca. Lo sa bene Madrid, che all’inizio di questa settimana ha improvvisamente guadagnato 6 punti base di spread, di cui non è ancora riuscita a liberarsi.
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Spread Btp-Bund, crollano i rendimenti dei titoli tedeschi
Nella mattinata del 20 febbraio lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha aperto in aumento rispetto al giorno precedente. Il differenziale si è portato a 62 punti rispetto ai 61 del 19 febbraio a causa di un’altra diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato di Berlino. La tendenza è ormai evidente: i Bund stanno rapidamente riducendo i loro rendimenti, a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi.
Dall’inizio di dicembre, infatti, i Bund si erano stabilizzati sopra a quota 2,80%, senza mai scendere per periodi prolungati di tempo al di sotto di questa soglia. A ogni avvicinamento corrispondeva, poco dopo, un’ulteriore risalita, spesso fino a sfiorare 2,90%. All’inizio di questa settimana però, i Bund sono improvvisamente scesi a 2,78% e da lì hanno iniziato a calare continuamente.
Ora rendono il 2,73%, la cifra più bassa da oltre due mesi e mezzo. I mercati stanno premiando la ripresa dell’economia tedesca, seppur lenta, ma soprattutto l’iniziativa di integrazione europea presa con Francia e soprattutto Italia, per sbloccare la riforma del mercato dei capitali.
Gli effetti su Spagna e Francia
La discesa dei rendimenti non è però un fenomeno esclusivamente tedesco. L’Italia tiene per lo più il passo, anche se i Btp mantengono interessi alti, attorno al 3,35%. Lo stesso sta facendo la Francia, che ha ormai stabilizzato il proprio spread attorno ai 58 punti, dopo mesi di differenziale a rischio di salire oltre i 70.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,73% | – |
| Btp italiani | 3,35% | 62 |
| Oat francesi | 3,31% | 58 |
| Bonos spagnoli | 3,16% | 42 |
Sta avendo maggiori difficoltà la Spagna. Per diverso tempo i Bonos si erano mantenuti a 35 punti base dai Bund, ma quest’ultimo calo dei rendimenti li ha lasciati indietro. Ora lo spread tra i titoli di Madrid e i Bund arriva a 42 punti, in leggero calo rispetto ai giorni precedenti ma comunque molto più alto che nel recente passato.
I Btp Valore in arrivo a marzo
La fiducia dei mercati testimoniata dallo spread ancora molto basso e gli interessi comunque significativi sono un’occasione per gli investitori, soprattutto per quelli retail. Il Mef ha inoltre recentemente annunciato l’emissione dei Btp Valore tra il 2 e il 6 marzo 2026. Questi strumenti, dedicati proprio ai risparmiatori, avranno una cedola con formula step-up 2+2+2, rendimenti garantiti e il premio fedeltà finale dello 0,8%.
Oltre ai Btp Valore, ci sono anche le aste regolari dei titoli di Stato, che si svolgeranno tra la fine di febbraio e le prime settimane di marzo. Le date da segnarsi sono:
- il 24 febbraio asta dei Btp Short-Btp€i;
- il 25 febbraio asta dei Bot;
- il 26 febbraio asta dei Btp a medio-lungo termine;
- l’11 marzo asta dei Bot;
- il 12 marzo asta dei Btp a medio-lungo termine.