I primi minuti dall’apertura dei mercati sono stati positivi per il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Lo spread Btp-Bund è calato a 61 punti rispetto ai 62 della giornata del 9 febbraio. Risultato positivo per il governo in vista delle prime aste di febbraio, che si terranno nei prossimi giorni.
I rendimenti dei Btp sono scesi più di quelli dei Bund e degli altri titoli europei, recuperando parte della distanza accumulata nelle prime settimane del 2026, quando l’andamento del differenziale ha iniziato a farsi incerto dopo un lungo periodo di calo quasi costante.
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Spread Btp-Bund del 10 febbraio, calo a 61 punti
Il calo dello spread è dovuto soprattutto a una rapida discesa dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. L’interesse del 3,44% è più basso di tre centesimi rispetto all’apertura di lunedì, testimoniando la fiducia dei mercati nei confronti del debito italiano. Anche i rendimenti dei Bund sono diminuiti, ma non al ritmo di quelli dei Btp.
Il risultato del 10 febbraio riporta oltre il 5% la riduzione che lo spread ha accumulato dall’inizio dell’anno. Negli ultimi 12 mesi, il differenziale si è ridotto del 43%, del 25% negli ultimi sei mesi, che non considerano più il picco di aprile, quando era arrivato a sfiorare i 130 punti.
La tendenza di inizio 2026 sembra però essere chiara. Uno spread che rimane intorno al punteggio di 60, con occasionali picchi verso l’alto che danno un’idea di volatilità nel breve periodo, ma che visti in una prospettiva più ampia si annullano con cali al di sotto dei 59 punti.
L’Italia avvicina Francia e Spagna
L’apertura del 10 febbraio è stata leggermente anomala per le tendenze degli ultimi giorni, soprattutto sul confronto con gli altri grandi Paesi europei. Per settimane, Francia e Spagna avevano viaggiato su rendimenti e spread del tutto simili a quelli dell’Italia, dato, nel caso di Madrid, un distacco iniziale accumulato di circa 25 punti. Nell’apertura di oggi invece, i Bonos sembrano aver perso il passo, rimanendo a 37 punti base dai Bund e quindi perdendo terreno rispetto ai Btp.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,83% | – |
| Btp italiani | 3,44% | 61 |
| Oat francesi | 3,43% | 60 |
| Bonos spagnoli | 3,20% | 37 |
Discorso simile per gli Oat francesi. Lo spread e i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni di Parigi non sono diminuiti come quelli italiani, riportando il differenziale a 60 punti, vicino al pareggio con quello italiano.
Aste al via l’11 febbraio
Tra la giornata di domani mercoledì 11 febbraio e quella di giovedì 12 si terranno le prime due aste del mese per i titoli di Stato italiani. Due nuove emissioni, una di Bot e l’altra di titoli a medio-lungo termine, che potranno giovare dei rendimenti più bassi del previsto e permettere quindi al Governo di risparmiare in parte sugli interessi del debito pubblico, tra le spese più gravose che ogni anno lo Stato italiano deve sostenere.
Le prossime date delle aste dei titoli di Stato, tra febbraio e marzo, saranno:
- per i Btp short-Btp€i il 24 febbraio;
- per i Bot il 25 febbraio;
- per il medio-lungo termine il 26 febbraio;
- per i Bot l’11 marzo;
- per il medio-lungo termine il 12 marzo.