Riassicurazioni: posizione solida nonostante le maxi catastrofi del 2024

Il settore riassicurativo resiste a perdite record, causate da un valore delle catastrofi di 137 miliardi, ma sconta la riduzione dell'appetito per il rischio

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Redazione

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Il settore delle riassicurazioni continua a muoversi in un contesto complesso, segnato da eventi catastrofali sempre più frequenti e da un mercato in progressivo riequilibrio.

Secondo S&P Global Ratings, i principali operatori globali mantengono una solidità patrimoniale che consente loro di assorbire anche scenari di stress severo, pur rallentando l’espansione nel business delle catastrofi naturali. Sebbene i riassicuratori continuino ad aumentare l’esposizione alle catastrofi naturali, il ritmo di crescita si è attenuato ed è ora più allineato ai trend generali di rischio. Nel biennio 2025-2026, l’agenzia di rating si attende un incremento solo moderato dell’esposizione ai rischi catastrofali property. Il rapporto tra esposizione e capitale regolato (TAC) resta stabile intorno al 21% per il campione dei 19 principali player globali.

Perdite elevate, ma bilanci resilienti

Il 2024 ha registrato perdite assicurate da catastrofi naturali pari a 137 miliardi di dollari, secondo lo Swiss Re Institute. Pur superando la media storica, l’impatto sui riassicuratori è stato limitato: gli elevati punti di attacco e la frequenza di eventi di perdita moderata hanno infatti lasciato gran parte del peso agli assicuratori primari, soprattutto a causa delle ripetute tempeste convettive negli Stati Uniti.

Per i 19 riassicuratori monitorati, le perdite catastrofali sono rimaste entro i budget prefissati, consentendo di chiudere l’anno con margini tecnici solidi. Anche dopo i circa 40 miliardi di dollari di danni legati agli incendi in California, il 50% del budget annuale per catastrofi resta ancora disponibile.

Prospettive di mercato e rischi emergenti

Nonostante il capitale robusto, il settore deve fronteggiare diverse sfide: inflazione dei sinistri, aumento delle richieste nel ramo casualty negli Stati Uniti, crescente variabilità climatica e volatilità dei mercati finanziari. Inoltre, con il progressivo ammorbidimento delle condizioni tariffarie, l’appetito per il rischio catastrofale appare destinato a rimanere contenuto almeno fino al 2026.

La fase attuale sembra segnata da un approccio più disciplinato: i riassicuratori globali privilegiano la difesa della redditività rispetto a una crescita aggressiva, bilanciando esposizione ai rischi e ritorni sul capitale. La capacità di preservare margini tecnici positivi, pur in presenza di shock climatici e pressioni tariffarie, conferma la centralità del settore nel sostenere la resilienza complessiva del mercato assicurativo.

Capacità di tenuta del sistema

Secondo S&P Global Ratings, la capitalizzazione complessiva del settore è in grado di resistere a perdite annuali globali superiori ai 300 miliardi di dollari senza scendere sotto il livello di confidenza del 99,99%. Questo dato evidenzia la resilienza del comparto, pur in un contesto caratterizzato da pressioni esterne significative.

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