Pirelli boccia la proposta del socio cinese China National Tire & Rubber Corporation (Cnrc), controllato del Gruppo Sinochem, relativo allo spin-off del business Cyber Tyre. Tale proposta era stata avanzata dall’azionista cinese a fine gennaio, insieme alla proposta di modifica del meccanismo di nomina dei membri del Cda, ed acuisce le frizioni fra i soci italiani e cinesi, già culminate nella decisione di non rinnovare il patto parasociale.
Il Board ha infatti condiviso l’opinione dell’Ad Andrea Casaluci di voler mantenere le attività in questione nell’ambito delle attività del Gruppo, perché considerate strategiche nel nuovo contesto del settore auto. Il business Cyber Tyre è strategico per Pirelli, essendo il primo sistema al mondo, hardware e software, capace di raccogliere dati e informazioni da sensori negli pneumatici, per poi elaborarli, migliorare l’esperienza di guida e aumentare il livello di sicurezza del veicolo.
Board compatto con l’Ad Casaluci
Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli ha condiviso a maggioranza di 9 voti a 5 le valutazioni dell’Amministratore Delegato Andrea Casaluci relativamente alle attività Cyber Tyre. I voti contrari ovviamente sono quelli espressi dai cinque consiglieri nominati dal socio cinese, Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua e Tang Grace.
In particolare, il CdA ha condiviso l’opinione dell’AD, che ritiene che le attività di Cyber Tyre debbano “continuare a essere esercitate e sviluppate in modo pienamente integrato, anche sul piano funzionale e organizzativo, con tutte le altre attività del Gruppo Pirelli” e gestite “in piena coerenza e nel rispetto dell’impostazione strategica e industriale illustrata dall’Amministratore Delegato, con espressa esclusione di qualunque progetto o iniziativa che possa condurre a forme di compartimentazione, separazione e/o segregazione anche solo parziale e di qualunque natura”.
Le ragioni del no allo scorporo (anche parziale)
Nel motivare il parere negativo sullo scorporo (anche parziale) del business, il management di Pirelli ha evidenziato che l’eventuale frammentazione delle attività del Gruppo e la “segregazione” del business Cyber Tyre non avrebbe alcuna possibilità di realizzazione in quanto minerebbe in modo irreversibile il modello integrato di business, dove tecnologia e innovazione, sviluppo del prodotto, produzione e commercializzazione vivono in un costante interscambio di informazioni e dati.
Inoltre, l’operazione conferirebbe all’interno di “Pirelli Cyber Tyre”’ i relativi brevetti, il cui libero utilizzo sarebbe quindi inibito a Pirelli, che verrebbe quindi privata del know-how strategico. Ciò porterebbe ad un “impoverimento tecnologico”, compromettendo il vantaggio competitivo e commerciale di Pirelli e la sua leadership in termini di innovazione.
Dal lato economico-finanziario, lo scorporo si tradurrebbe in minori sinergie e in maggiori costi legati alla necessità di duplicare strutture operative e causerebbe una significativa distruzione di valore e una conseguente minore solidità finanziaria.
Auto sempre più integrate e connesse. Pirelli in pole
Il management di Pirelli ha illustrato anche lo scenario competitivo del settore automotive, che oggi è caratterizzato da sistemi e veicoli sempre più integrati e connessi (software defined vehicles e da sistemi di guida autonoma), all’interno dei quali gli pneumatici hanno subito una radicale trasformazione, diventando anch’essi un sistema complesso e tecnologicamente avanzato che raccoglie, elabora e trasmette dati.
Pirelli è stata la prima a sviluppare e a lanciare una tecnologia hardware e software, il Cyber Tyre, che dialoga in tempo reale con i sistemi dell’autovettura. Tale tecnologia, a riprova della sua strategicità e validità, è già stata adottata da alcune fra le principali case auto Prestige e altri accordi sono in via di definizione.
Cyber Tyre è inoltre in grado di dialogare con le infrastrutture stradali, abilitando anche servizi funzionali alle smart road e il monitoraggio delle reti stradali e autostradali. Accordi in tal senso sono già in corso con Regione Puglia, Movyon (gruppo Autostrade per l’Italia) e Anas.