L’oro torna al centro dell’attenzione dei mercati. Oggi il prezzo spot si mantiene intorno a 4.468 dollari l’oncia, dopo il balzo superiore al 2% registrato nella seduta precedente. I futures statunitensi con scadenza dicembre si collocano, invece, poco sopra 4.500 dollari.
Il metallo prezioso consolida così il recupero della soglia dei 4.400 dollari, sostenuto dal calo dei rendimenti obbligazionari e dall’indebolimento del dollaro. Il quadro rimane, però, instabile: il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, in uscita nel pomeriggio, potrebbe cambiare nuovamente la direzione del mercato.
Perché il prezzo dell’oro è tornato a salire
Il movimento è stato favorito dalle dichiarazioni del governatore della Federal Reserve Christopher Waller. Nel suo intervento sulle prospettive dell’economia americana, Waller ha riconosciuto i primi segnali di rallentamento dell’inflazione.
Se questa tendenza sarà confermata dai prossimi dati, il governatore sarebbe favorevole a mantenere invariati i tassi nella riunione della Fed del 15 e 16 settembre. Se, invece, l’inflazione dovesse tornare ad accelerare, rimarrebbe possibile un nuovo aumento.
Per l’oro la prospettiva di una pausa è positiva. Il metallo prezioso non distribuisce interessi e tende a diventare relativamente più interessante quando scendono i rendimenti delle obbligazioni o diminuiscono le aspettative di rialzo dei tassi.
Un ulteriore sostegno arriva dal dollaro. Poiché l’oro viene quotato nella valuta americana, un dollaro più debole può rendere il metallo meno costoso per chi acquista utilizzando euro, yen o altre valute.
Il test decisivo arriva dal lavoro americano
L’appuntamento principale della giornata è previsto alle 14:30 italiane, quando il Bureau of Labor Statistics pubblicherà il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti relativo ad agosto, come indicato nel calendario ufficiale delle rilevazioni americane.
Una crescita contenuta dei posti di lavoro o un aumento della disoccupazione potrebbero ridurre ulteriormente la possibilità di una stretta della Fed, favorendo l’oro. Numeri superiori alle attese potrebbero, invece, far risalire dollaro e rendimenti, innescando prese di profitto sul metallo prezioso.
Il semplice superamento intraday di 4.500 dollari non rappresenterebbe, quindi, una garanzia. Per parlare di un segnale più solido servirebbe una permanenza sopra questa soglia, accompagnata da nuovi acquisti da parte degli investitori.
Quanto può salire il prezzo dell’oro
Le previsioni rimangono molto ampie. Nell’analisi dedicata alle prospettive dell’oro nel 2026, State Street individua tre scenari:
- scenario di base tra 4.000 e 4.500 dollari
- scenario rialzista tra 4.500 e 5.000 dollari
- scenario negativo tra 3.500 e 4.000 dollari.
Anche le previsioni elaborate da ING indicano una possibile media di circa 4.600 dollari nel quarto trimestre, avvertendo però che il percorso potrebbe rimanere particolarmente volatile.
A sostenere il prezzo nel medio periodo sono, soprattutto, gli acquisti delle banche centrali, la domanda degli investitori e il ruolo dell’oro come bene rifugio. Secondo le prospettive del World Gold Council, la domanda delle banche centrali dovrebbe rimanere strutturalmente elevata, pur senza raggiungere necessariamente i livelli eccezionali del 2025.
Quota 5.000 dollari è, dunque, possibile, ma rappresenta lo scenario più favorevole e non una previsione certa.
Cosa rischia chi compra oro adesso
Il primo rischio è quello di entrare dopo un rialzo molto rapido. Se le aspettative sui tassi cambiassero o il dollaro tornasse a rafforzarsi, l’oro potrebbe subire una correzione anche in assenza di una vera crisi economica.
Il secondo problema riguarda il rendimento. L’oro non paga cedole né dividendi: l’eventuale guadagno dipende esclusivamente dall’aumento del prezzo. Quando titoli di Stato e obbligazioni offrono rendimenti elevati, il costo opportunità di detenere oro aumenta.
Per un risparmiatore italiano esiste, inoltre, il rischio di cambio. Il prezzo internazionale è espresso in dollari e un rafforzamento dell’euro può ridurre o persino annullare parte del rialzo del metallo.
Chi sceglie di acquistare oro fisico da investimento deve considerare anche la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, i costi di custodia e assicurazione e la verifica dell’autenticità. Nel caso di ETC quotati occorre, invece, controllare costi, liquidità, modalità di replica, rischio di cambio e documento informativo.
Conviene comprare oro ora o aspettare
Non esiste un livello di ingresso valido per tutti. Comprare dopo il recente recupero espone al rischio di una correzione, mentre aspettare potrebbe significare perdere un’ulteriore salita.
Una possibile strategia prudente consiste nel suddividere l’investimento in più ingressi, evitando di concentrare l’intera somma su una sola quotazione. L’oro dovrebbe essere considerato soprattutto come strumento di diversificazione e protezione del patrimonio, non come una scommessa sul rialzo immediato.
Il rapporto sul lavoro americano rappresenta il primo test. In seguito l’attenzione si sposterà sui dati dell’inflazione e sulla riunione della Federal Reserve. Saranno questi appuntamenti a stabilire se quota 4.500 diventerà una base per tentare l’avvicinamento a 5.000 dollari oppure il punto di partenza di una nuova correzione.