Si parla dell’Opas di Poste Italiane su Tim da mesi ma ora è arrivato un segnale molto forte. Sia l’amministratore delegato Pietro Labriola che il top management del gruppo telefonico cardine italiano hanno aderito all’offerta, conferendo le proprie azioni.
Una notizia che non sorprende ma che, di fatto, non era così scontata. Tutto giunge a pochi giorni dalla chiusura del periodo di adesione, fissata per venerdì 11 settembre. Di fatto i vertici hanno dato il loro “endorsement” alla mossa di Poste.
Opas Poste, l’adesione di Tim
Facciamo prima un passo indietro, per quanto di questo argomento si stia parlando da tanto. L’Opas è un’offerta pubblica di acquisto e scambio, in questo caso lanciata da Poste Italiane (comunicata il 18 luglio 2026).
Ciò prevede nello specifico un corrispettivo per ogni azione Tim posseduta, pari a 0,218 azioni Poste di nuova assegnazione, più 1,67 euro in contanti. Un’offerta “mista” che combina una componente in titoli e una in denaro.
Le azioni sono state conferite già da Pietro Labriola, ad di Tim, e dai principali dirigenti del gruppo. Un’accelerazione al processo a ridosso della scadenza. Un passaggio che formalizza il sostegno dei vertici, dunque, svelato attraverso le comunicazioni di “internal dealing” (obblighi di trasparenza previsti per le compravendite di titoli da parte di chi ricopre posizioni chiave in azienda).
Cosa dicono i valori di mercato
Stando alle quotazioni, le azioni Tim viaggiano oggi, 7 settembre, sui 7,7 euro, mentre Poste si muove intorno ai 26,7-26,9 euro. Stando a quanto indicato da Ansa, l’offerta trattava a uno sconto di circa il 2,4% rispetto al prezzo di mercato di Tim.
In parole povere si continua ad attendere un possibile ritocco della componente in contanti da parte di Poste. Un eventuale rilancio andrebbe però annunciato in tempo utile per consentire l’estensione automatica del periodo di offerta. Di conseguenza i titoli acquistati negli ultimi giorni non potrebbero essere conferiti.
L’adesione di Labriola e del management si aggiunge al giudizio già espresso dal consiglio di amministrazione di Tim. L’offerta era stata ritenuta congrua sul fronte economico. Al momento della notizia, l’Opas aveva raccolto adesioni per circa il 5,5% del capitale di Tim. Una quota ancora contenuta ma, considerando il sostegno pubblico, le scelte degli azionisti indecisi potrebbero essere modificate.