Immobiliare, settimana negativa in Borsa. Tonfo del colosso tedesco Vonovia

Riflettori su quello che è successo durante l'ultima settimana nel comparto immobiliare, partendo dalle aziende quotate a Piazza Affari e dai dati di settore

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Redazione

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Settimana negativa per il settore immobiliare in Borsa, con i titoli europei e quelli italiani in calo, mentre il conflitto con l’Iran si avvia alla quarta settimana sconvolgendo i mercati energetici e spingendo gli investitori a rivedere al rialzo le previsioni sugli aumenti dei tassi da parte della Banca centrale europea (BCE) quest’anno (ora ne sono previsti tre da 25 punti base, di cui il primo ad aprile o giugno), con conseguenze prospettiche anche sul mercato immobiliare.

La settimana è stata segnata dal tonfo in Borsa di Vonovia, il più grande gruppo immobiliare tedesco, che ha registrato risultati sotto le attese nel 2025, nonostante sia tornato in utile dopo la peggiore crisi immobiliare del paese degli ultimi decenni e beneficiando di un aumento del valore degli immobili. L’utile di 4,19 miliardi di euro nel 2025 si confronta con una perdita di 962,3 milioni di euro nel 2024. L’azienda ha mantenuto le previsioni per il 2026 e le prospettive a medio termine per il 2028, ma punta a ridurre ulteriormente il debito attraverso la vendita di circa 5 miliardi di euro di asset, inclusi quelli non strategici come gli immobili commerciali.

 

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare ha vissuto una settimana negativa a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che ha registrato un calo dell’1,7%, simile a quello dello Stoxx Europe 600.

Una performance simile è stata messa a segno dall’Italia, dove l’indice FTSE Italia All Share Real Estate ha mostrato un andamento in calo dell’1,7% su base settimanale, anche in questo caso allineato all’indice FTSE MIB (-1,7%).

 

I titoli immobiliari quotati a Milano

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, si è registrata una settimana poco mossa per Next Re. Negative Risanamento e Gabetti a -6%, Aedes a -8% e Abitare In a -3%. Bene IGD (+2,4%) e Brioschi (+3,4%).

Tra gli annunci societari, Aedes ha comunicato che l’utile dell’esercizio 2025 si attesta a 972.547 euro, a fronte di una perdita di 1.481.778 euro al 31dicembre 2024; Risanamento ha rinviato il CdA sul bilancio 2025 al 20 aprile per completare le attività di redazione del progetto di bilancio, anche in considerazione di aspetti economici patrimoniali tuttora in fase di approfondimento; IGD ha annunciato un accordo con Intesa Sanpaolo su una linea di credito fino a 10 milioni di euro per l’adattamento ai cambiamenti climatici; Next RE ha fatto sapere che CPI Property Group ha depositato il documento d’offerta per l’OPA in Consob.

 

I dati macroeconomici

Questa settimana sono arrivati dati interessanti da Istat, secondo cui a gennaio 2026 la produzione nelle costruzioni in Italia è diminuita dell’1,3% rispetto a dicembre 2025. Nella media del trimestre novembre 2025 – gennaio 2026 la produzione nelle costruzioni è aumentata dello 0,1% nel confronto con il trimestre precedente. Su base tendenziale, l’indice grezzo registra una flessione del 4,9%, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario cala dello 0,6% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, contro i 21 di gennaio 2025).

Inoltre, sempre a a gennaio, rispetto a dicembre 2025, la produzione destagionalizzata nel settore delle costruzioni è diminuita dello 0,1% nell’Eurozona e dello 0,9% nell’UE, secondo le stime di Eurostat.

Guardando agli Stati Uniti, è frenata la vendita di case nuove nel mese di gennaio; a febbraio sono aumentate le compravendite di abitazioni, secondo i numeri che emergono dai compromessi per l’acquisto, un indicatore dell’andamento prospettico del mercato immobiliare e dei mutui.

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