Acquisti sul mercato immobiliare. La BCE resta data dependent

Riflettori su quello che è successo durante l'ultima settimana nel comparto immobiliare, partendo dalle aziende quotate a Piazza Affari e dai dati di settore

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Redazione

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Si chiude una settimana positiva per gli indici immobiliari. Gli investitori, mentre fanno i conti con la stagione delle trimestrali che prosegue a pieno ritmo, si concentrano sulle banche centrali e sugli indizi che arrivano dai loro governatori per cercare di capire le prossime mosse di politica monetaria. Decisioni che influenzano direttamente il costo del credito e, di conseguenza, la domanda nel mercato immobiliare.

BCE ferma sui tassi. Lagarde minimizza il rally dell’euro

Dopo la decisione della scorsa settimana da parte della Federal Reserve di non tagliare i tassi nonostante le pressioni da parte del presidente Donald Trump, anche la Banca Centrale Europea ha scelto di mantenere inalterati i tassi di interesse nella prima riunione di politica monetaria dell’anno.

La presidente Christine Lagarde non ha offerto indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria. La governatrice ha però affrontato una serie di temi cruciali che delineano un quadro di stabilità solo apparente, con rischi ancora ben presenti. Lagarde ha ribadito che l’Eurotower non ha un obiettivo diretto sul cambio, pur riconoscendone l’importanza per la crescita e per le prospettive d’inflazione. Ha osservato che il dollaro si è indebolito in modo significativo rispetto all’euro a partire da marzo 2025, e che questo apprezzamento è già incluso nello scenario di base dell’istituto centrale. Resta comunque un elemento da monitorare per eventuali effetti ritardati sui prezzi.

La presidente ha descritto il quadro dei rischi come “ampiamente bilanciato”: alcuni fattori si sono attenuati, ha spiegato, altri sono aumentati, ma nel complesso la BCE ritiene che l’equilibrio tra rischi al rialzo e al ribasso rimanga sostanzialmente stabile. Un euro più forte, ha spiegato Lagarde, potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione oltre le attuali previsioni. Inoltre, una maggiore volatilità dei mercati finanziari e un aumento dell’avversione al rischio potrebbero frenare la domanda interna, con ulteriori effetti disinflazionistici.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare sulla piazza milanese ha chiuso l’ottava in territorio positivo con l’indice FTSE Italia All Share Real Estate che sale di oltre il 3%. Bene anche l’andamento del comparto, a livello europeo, seppur con un rialzo più contenuto, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che guadagna l’1,2%.

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, Aedes brilla con un +47%. A fine gennaio, la società ha annunciato, un aumento di capitale fino a 5 milioni di euro, che sosterrà il Piano Industriale 2024-2028, puntando al rilancio del business e al pareggio economico-finanziario. Tonica Brioschi (+12,7%). Bene, inoltre, Next Re che sale di quasi il 5%, mentre IGD guadagna oltre il 2%. Abitare IN limita la salita al mezzo punto percentuale. Dal lato opposto Gabetti scivola del 3% e Risanamento dello 0,5%.

I dati macroeconomici

Continuano a calare le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 30 gennaio, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra un decremento dell’8,9%, dopo il -8,5% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è sceso del 4,7%, mentre quello relativo alle nuove domande è crollato del 14,4%. La Mortgage Bankers Associations (MBA), ha indicato che i tassi sui mutui trentennali sono scesi al 6,21% dal 6,24% precedente.

Studi di settore

Il mercato dei mutui in Italia mostra segnali incoraggianti, nonostante il perdurare di un quadro economico e politico globale caratterizzato da incertezze di varia natura. – afferma Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner, Gruppo Tecnocasa – Nei primi nove mesi del 2025 sono stati erogati 40,6 miliardi di euro con una crescita complessiva del 32,8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. L’anno 2025 ha chiuso con un volume complessivo di erogazioni intorno ai 55 miliardi di euro (+23% rispetto al 2024), trainato da una domanda in crescita e da tassi di interesse costanti.

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