Chip trainati dall’AI: chi vale di più e quali sono le prosperrive del settore

L'analisi condotta da David Pascucci, Market Analyst di XTB, sui bilanci delle "Big Four" (Nvidia, TSMC, ASML ed STMicroelectronics)

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Redazione

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Il settore die chip per l’intelligenza artificiale (e non) conferma fondamentali nel complesso solidi, ma le valutazioni sono in molti casi piuttosto tirate, preannunciando la possibilità di una correzione. E’ quanto emerge da una analisi di David Pascucci Market Analyst di XTB, su bilanci delle “Big Four” (Nvidia, TSMC, ASML ed STMicroelectronics).

“Il settore dei semiconduttori è totalmente esposto all’AI: gli utili si fanno vedere, le aziende stanno andando molto bene anche in termini di fatturato e la crescita è palese” sottolinea l’analista, aggiungendo “i problemi arrivano essenzialmente sul fronte dei prezzi di mercato con i rapporti prezzo/utili che risultano palesemente alti e di conseguenza lasciano spazio a dubbi circa la tenuta a lungo termine di questi rapporti seppur le aziende sottostanti stiano facendo delle performance di rilievo. C’è poi da considerare anche un’eventuale evoluzione negativa del quadro macroeconomico e la possobilità di una recessione USA, che fermerebbe bruscamente gli investimenti e gli sviluppi del settore”.

Nvidia: un colosso da 4.800 miliardi

La leader incontrata dell’AI, Nvidia, ha annunciato un fatturato mostruoso di 215,9 miliardi di dollari, in aumento del 65% rispetto l’anno precedente e margini altissimi. Le prospettive sull’azienda sono più che rosee, il Ceo Jensen Huang rassicura che la domanda per i suoi prodotti sta crescendo in modo esponenziale, le aziende di tutto il mondo stanno utilizzando e implementando l’IA nei loro cicli produttivi ed è giunto ora il momento dell’IA agentica.

La capitalizzazione risulta però estrema a 4.800 miliardi di dollari, che afferma la big statunitense quale regina, non solo del settore, ma anche delle capitalizzazioni globali. In termini di paragone questo valore rappresenta circa 1,3 volte il debito pubblico italiano, circa 3,8 volte i titoli di Borsa Italiana, circa 1,5 volte il mercato azionario tedesco, in sostanza si tratta di numeri fuori scala. Il rapporto prezzo/utili è alto (oltre 40) e questo rappresenta un ostacolo per gli investimenti di lungo termine sul titolo che al momento gravita a ridosso dei 200 dollari per azione.

ASML: il porto sicuro del settore AI

Il fiore all’occhiello dell’Europa è ASML. L’azienda che produce i macchinari per produrre i chip dell’intelligenza artificiale vanta fra i principali clienti colossi come Intel, Samsung e TSMC. L’azienda presenta una crescita del fatturato molto regolare, il che la rende molto stabile nel mondo dei semiconduttori: fatturato a 32,7 miliardi di euro segue i 28,6 del 2024, una crescita sana e stabile, che la conferma quale porto sicuro del settore.

Il titolo presenta dei multipli alti, un rapporto prezzo/utili sopra i 50 che lo rende momentaneamente “costoso”, considerando anche il fatto che è il titolo di gran lunga a più alta capitalizzazione in Europa con 500 miliardi di euro di capitalizzazione. La dinamica dei prezzi è assolutamente rialzista e non si scorgono segnali di cedimento anche di fronte a un +150% dai minimi dello scorso anno.

TSMC: tanta voglia d crescere

Se ASML costruisce le “stampanti” dei chip, TSMC è la “tipografia” per i chip dell’AI. Da sola controlla il 90% del mercato dei chip avanzati per l’AI, ha clienti come Nvidia, Apple, Amd e Qualcomm il che la rende un’azienda di punta del settore. Nel l 2026 conta di investire 50-60 miliardi di dollari in innovazione tra impianti e ricerca dopo esser passata dai quasi 70 miliardi di fatturato nel 2023 ai 90 del 2024 e ai 122 miliardi di dollari del 2025, una crescita importante per il lungo termine.

Vanta una capitalizzazione di circa 1.600 miliardi di dollari. Il titolo presenta un rapporto prezzo/utili intorno ai 36, meno costosa delle prime due, ma è pur vero che vanta un rendimento dai minimi del 2025 vicino al 190%, un rendimento da outperfomer. Il trend potrebbe proseguire ma la cautela è massima, poiché il titolo ha corso molto.

La crisi dell’automotive frena STMicroelectronics

STMicroelectronics è un titolo che rimane indietro in quanto non legato all’AI, ma al settore dei semiconduttori nel senso più puro del termine. Il gigante italo-francese si occupa di sensori e di elettronica di potenza, soprattutto legata al mondo dell’automotive. Proprio la crisi del settore automotive si ripercuote sui numeri: fatturato in calo dai 16 mimlirdi del 2023 ai 10,5 del 2025.

Il rapporto prezzo/utili è altissimo visto il forte calo degli utili, che nel 2025 sono un decimo di quelli del 2024. La situazione non è delle migliori ma a livello tecnico il titolo sembra presentare le migliori opportunità di lungo termine. La capitalizzazione è relativamente bassa intorno ai 26 miliardi di euro, che la rende interessante a lungo termine. Inoltre, qualora dovessimo vedere una ripresa del settore automotive nel prossimo futuro, Stm potrebbe beneficiarne. Dal 2023 al 2025 il titolo ha già perso un -70% il che lo rende a sconto rispetto ai “competitor”.

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