Settimana di festività caratterizzata da bassi volumi. L’attesa era tutta rivolta agli ultimi dati sulla crescita dell’economia Usa. Attesa in rallentamento, l’accelerazione del PIL nel 3° trimestre al +4,3% ha sorpreso gli investitori. Il dato ha mosso anche i future sul prossimo taglio della Fed, ritenuto ora meno probabile a gennaio data la buona tenuta dell’economia: il FEDWatch di CME Group ora indica una probabilità superiore all’86% per una conferma dei tassi attuali.
Il quadro macroeconomico
Sul fronte macroeconomico, oltre al crescita oltre alle attese dell’economia statunitense nel 3° trimestre del 2025, a novembre è tornata a crescere la produzione industriale negli Stati Uniti: secondo i dati pubblicati dalla Federal Reserve (che ha reso noti contemporaneamente i dati di ottobre e novembre), si è registrata una variazione positiva dello 0,2% su base mensile, dopo il -0,1% del mese precedente. È scesa più del previsto, invece, la fiducia dei consumatori americani. Il sondaggio del Conference Board degli Stati Uniti sul sentiment dei consumatori ha segnalato un decremento dell’indice a 89,1 punti, nel mese di dicembre, rispetto ai 92,9 punti del mese di novembre (rivisto da un preliminare di 88,7 punti) e contro una discesa più contenuta fino a 91,7 punti attesa dal consensus.
Per quel che riguarda l’Europa, sono stati confermati i dati sulla crescita del PIL spagnolo nel 3° trimestre 2025 che evidenziano un leggero rallentamento. Secondo l’Istituto statistico spagnolo INE, su base annuale, il PIL ha riportato un incremento del 2,8%, in linea con la prima lettura, ma più basso di quanto registrato nel 2° trimestre (+3,1%). Confermata anche la stima di crescita del PIL del Regno Unito del 3° trimestre dell’anno, in linea con le aspettative: la variazione tendenziale del PIL è stata del +1,3%, lo stesso ritmo dei tre mesi precedenti.
La seduta odierna
Giornata prefestiva sui mercati caratterizzata da pochissimi scambi con le Borse di Milano e Francoforte che sono rimaste chiuse, mentre Parigi, Londra e Madrid hanno interrotto le contrattazioni in anticipo. Senza scambi nella giornata anche le Borse di Francoforte, Zurigo, Oslo, Copenhagen, Stoccolma, Helsinki e Varsavia. Seduta corta anche a Wall Street. Tra i listini principali, Londra ha terminato con un -0,19% mentre Parigi e Madrid sono state pressoché invariate.
I titoli della settimana
Il titolo migliore in questa settimana corta è stato quello di DiaSorin spinto dalla decisione del Consiglio di Amministrazione di sottoporre all’assemblea la proposta di autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a un esborso complessivo di massimi 250 milioni di euro e, in ogni caso, per un quantitativo massimo non superiore a 4,5 milioni di azioni Diasorin (pari a circa l’8% del capitale sociale).
Bene anche Fincantieri che ha fatto il suo debutto al FTSE Mib.
Tra i titoli della settimana c’è anche Tim che sfrutta sia l’ok del Cda a sottoporre all’Assemblea dei Soci una proposta di conversione facoltativa e obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e la riduzione volontaria del capitale sociale, sia la conferma da parte della Corte di Cassazione della restituzione del canone concessorio preteso per il 1998 da poco più di 1 miliardo che chiude un contenzioso durato oltre 20 anni.