Borsa Italiana: nel 2026 le Mid&Small Cap tornano protagoniste

Intermonte delinea uno scenario positivo per le eccellenze italiane, tra ripresa della liquidità e il debutto del Fondo Strategico Nazionale

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QuiFinanza

Redazione

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Il mercato azionario italiano ha inaugurato il 2026 con un dinamismo promettente, proseguendo la scia di un 2025 eccellente. Nelle prime due settimane dell’anno, i listini hanno mostrato una buona intonazione, salvo poi subire un ritracciamento innescato dai timori per le tensioni economiche tra Stati Uniti ed Unione Europea sulla questione Groenlandia. Nonostante questo quadro di incertezza macropolitica, lo scenario complessivo per i mercati resta favorevole. Secondo Andrea Randone di Intermonte, l’Italia sta portando avanti un percorso virtuoso di riduzione del rischio Paese, mentre economie chiave come quella tedesca dovrebbero beneficiare di nuove politiche espansive. Questi elementi strutturali supportano una visione ottimista per l’universo delle medie e piccole imprese quotate, che appaiono pronte a beneficiare di un contesto macroeconomico in stabilizzazione.

Sovraperformance dei segmenti minori

Le analisi sui prezzi al 19 gennaio 2026 evidenziano una spiccata vitalità delle capitalizzazioni minori rispetto all’indice principale. Nell’ultimo mese, il FTSE Italy Mid-Cap ha registrato un progresso del 3,7%, sovraperformando del 2,5% il mercato generale, mentre il FTSE Italy Small Caps ha fatto ancora meglio con un rialzo del 3,9%. Sebbene l’indice MSCI Europe Small Caps abbia mostrato una forza superiore (+5,1%), il recupero relativo delle italiane da inizio anno (+2,5% per le mid cap e +1,3% per le small) segnala un rinnovato interesse degli investitori. Sul fronte delle valutazioni, le small cap hanno registrato un re-rating significativo del 48,7% dall’inizio del 2025. Attualmente, il panel delle Mid-Small Cap scambia con un premio del 26% rispetto alle large cap, un valore superiore alla media storica del 21% ma stabile rispetto ai dati del mese precedente.

Focus settoriale

Intermonte ha individuato opportunità strategiche in settori specifici che presentano modelli di business resilienti e proiettati sui mercati internazionali. Particolare attenzione viene rivolta agli “IT enablers” italiani, un segmento di elevata qualità che ha sottoperformato nel 2025 e che ora appare pronto al riscatto. L’approccio selettivo suggerito dagli analisti premia anche i comparti consumer e industrial, dove la flessibilità e l’affidabilità dei marchi Made in Italy garantiscono un vantaggio competitivo globale. Un’ulteriore area di interesse è rappresentata dal settore media: trattando attualmente a multipli valutativi molto attraenti, questo comparto potrebbe tornare prepotentemente al centro dell’attenzione degli investitori in cerca di valore nel corso dei prossimi mesi.

Liquidità in crescita e la spinta del Fondo Strategico Nazionale

Uno dei segnali più incoraggianti per il 2026 riguarda il deciso miglioramento della liquidità sui mercati. Dal 1° gennaio, i volumi per le mid cap sono aumentati del 68,5% su base annua, mentre per le small cap il rialzo è stato del 39,1%. Questo trend positivo è sostenuto da un evento tecnico di grande rilievo: l’avvio operativo del Fondo Strategico Nazionale indiretto. Con una raccolta complessiva attesa di circa 1 miliardo di euro, questo strumento è destinato ad alimentare la liquidità del sistema e a favorire una possibile ripresa delle quotazioni (IPO). Tale iniezione di capitali, unita a stime sugli EPS per le mid-small cap che hanno tenuto bene nell’ultima revisione (+0,3%/+0,2%), pone le basi per un anno di consolidamento e crescita per le eccellenze del listino italiano.

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