Bitcoin sotto 80.000 dollari: cosa sta penalizzando il mercato cripto

Il Bitcoin questa mattina scambia a 78.939 e risente di una serie di fattori (concorrenza di altri asset, avversione al rischio, apprezzamento del dollaro e molto altro)

Pubblicato:

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Non fa più gola da alcuni mesi il Bitcoin, che aveva dominato le cronache finanziarie per un periodo insolitamente, sin da quando l’elezione di Donald Trump alla Presidenza aveva portato i riflettori sul mercato delle criptovalute, favorendone il rally. La complicità della nuova amministrazione Usa, decisa a rimuovere ogni barriera all’operatività di questo mercato aveva messo in fermento un settore già oggetto di acquisti.

Ma il Bitcoin ha vissuto fasi alterne, allineato ad un ciclo che tradizionalmente dura quattro anni, passando da un minimo di 16.6556 dollari toccato il 25 dicembre 2022 ad un picco di tutti i tempi di 125.500 toccato il 6 ottobre 2025. E sebbene Bitcoin sia stato spesso pubblicizzato come un asset su cui investire durante periodi di volatilità del mercato, nell’ultimo anno il suo valore è sceso di circa il 22%.

Bitcoin sotto gli 80.000 dollari

Il Bitcoin ha registrato un nuovo strappo al ribasso venerdì scorso, in concomitanza con le forti perdite accusate da Wall Street e coin il tracollo dell’oro. Un panic selling che ha portato le quotazioni della criptovaluta al di sotto degli 80.000 dollari per la prima volta da aprile 2025 , chiudendo la settimana in calo del 12% e bruciando circa 200 miliardi di capitalizzazione di mercato.

Il Bitcoin, che nelle ultime ventiquattro ore ha toccato un minimo di 74.572 dollari, è ora scambiato a 78.939 dollari, registrando un rialzo dello 0,95% rispetto alla vigilia. Va segnalato però che, nell’ultimo mese, il Bitcoin ha perso quasi il 13%, avendo iniziato l’anno già in una fase discendente, mentre la performance degli ultimi sei mesi fa segnare un -30% e quella ad un anno un -22%.

Cosa sta penalizzando la criptovaluta

A zavorrare la criptovaluta, che era entrata con prepotenza nei portafoglio degli investitori professionali, come elemento di diversificazione, grazie anche alla diffusione degli ETF, è stata la concorrenza di altre asset class, in particolare l’oro. Gli acquisti sul metallo prezioso, che saliva vertiginosamente, bruciando nuovi traguardi, ha sicuramente distratto l’attenzione dal mercato cripto. Anche se poi è arrivata una brusca e violenta correzione anche per l’oro (venerdì scorso il metallo ha perso quasi 900 dollari registrando la performance giornaliera peggiore degli ultimi 40 anni).

Altro fattore che sta penalizzando il Bitcoin, secondo gli esperti, è stata la maggiore avversione al rischio degli investitori, che hanno venduto di tutto, dal mercato azionario alla criptovalute, spesso correlate all’andamento dell’azionario.

C’è poi la questione del biglietto verde che, dopo un periodo all’insegna della debolezza (positivo per gli asset quotati in dollari come il Bitcoin) ha evidenziato un robusto rimbalzo, in scia all’annuncio della nomina di Kevin Warsh alla Presidenza della Federal Reserve.

Il crollo di Bitcoin è stato poi aggravato dalle liquidazioni forzate, ovvero gli ordini di acquisto/vendita  che scattano automaticamente al raggiungimento di determinate soglie, portando alla chiusura di tutte le posizioni long e short, e dalla scarsezza di liquidità sul mercato.

Proseguono i deflussi sul mercato

Il mercato cripto in generale ed il Bitcoin nello specifico continuano a risentire di deflussi. Secondo il consueto report settimanale del gestore europeo Coinshare, gli asset digitali hanno registrato deflussi settimanali per 1,7 miliardi di dollari, invertendo la tendenza da inizio anno che ora registra un deflusso netto di 1 miliardo e determinando una riduzione di 73 miliardi di dollari degli asset in gestione (AuM) rispetto ai massimi di ottobre 2025. Nello specifico il Bitcoin ha registrato deflussi per 1,32 miliardi di dollari.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963