BCE, una poltrona per due: Knot e de Cos fra i favoriti dopo Lagarde

L'uscita anticipata di Lagarde dalla BCE e la sua sostituzione sarà un processo complesso che dipenderà dagli equilibri "politici"

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Redazione

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Non sarà Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve a lasciare anticipatamente il suo mandato, a dispetto delle insistenti pressioni ed insulti di Donald Trump, ma la sua collega Christine Lagarde, che sta valutando l’uscita anticipata dalla BCE. Il suo mandato scadrebbe nell’autunno del 2027, ma si fanno sempre più insistenti le voci di dimissioni quest’anno. E quindi il 2026 potrebbe vedere un avvicendamento delle più alte cariche delle due principali banche centrali occidentali, Fed e BCE.

Lagarde verso l’uscita anticipata?

La BCE ha subito smentito le voci sempre più insistenti di uscita anticipata di Lagarde, affermando che la Presidente è “totalmente concentrata sulla sua missione”, ma la precisazione che Lagarde “non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato” ha in qualche modo confermato che sta prendendo in considerazione anche questa opzione.

A motivare il cambio della guardia sarebbero le elezioni presidenziali francesi che cadono ad aprile 2027, perché come noto, l’elezione delle più alte cariche istituzionali europee non è cosa da poco e, soprattutto è un gioco di equilibri. Ed anticipare la nomina del Presidente della BCE, sia esso francese o meno, consentirebbe all’attuale Presidente Emmanuel Macron di influenzare l’iter di cambio al vertice ed evitare che possa essere influenzato da una eventuale vittoria dell’ultradestra euroscettica.

Più in generale, l’elezione del Presidente della BCE non è avulsa dal contesto generale e dalle trattative riguardanti altre nomine, in seno alla BCE e fuori. Ad esempio, l’elezione della francese Christine Lagarde alla presidenza della BCE e della tedesca Ursula von der Leyen alla Commissione europea uscirono da un patteggiamento fra Parigi e Berlino, anche se l’anticipazione della scadenza del mandato di Lagarde al 2026 metterebbe una cerca distanza rispetto all’elezione del prossimo Presidente UE, visto che il mandato di von der Leyen scade nel 2029.

Tre poltrone da coprire

In seno alla BCE vi sono altre importanti scadenze, ad iniziare dal Governatore della Banque de France Francois Villeroy de Galhau, che ha già annunciato le sue dimissioni a fronte di un mandato che sarebbe scaduto a giugno 2026. Nel 2027, in concomitanza con Lagarde sarebbero rimaste vacanti altre due poltrone di peso nel Board: quella del suo vice, il capo economista Philip Lane a maggio 2027, e quella della tedesca Isabel Schnabel a dicembre 2027.

Pesi e contrappesi: la lista dei papabili

Ma chi sarà il prossimo presidente della BCE? C’è già una rosa di candidati di “peso”, in particolare due nomi che emergono fra tutti e che, data la lunga esperienza, danno la garanzia di poter meglio proteggere l’autonomia della BCE nell’orientare la politica monetaria. Il primo è l’ex governatore olandese Klass Knot, un “falco” dell’Eurotower, che però ha dimostrato di saper ammorbidire la sua posizione rigida sui tassi d’interesse quando ce n’è stato bisogno; il secondo è lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, una “colomba” e dunque più incline ad una politica accomodante, anche se il periodo di alta inflazione lo ha visto sposare con convinzione una linea più rigida sui tassi d’interesse.

Fra le altre economie “forti” dell’Area Euro, la Francia ha già avuto soddisfazione con la nomina di Lagarde, mentre l’Italia ha dalla sua la presidenza Draghi. Resterebbe fuori dall’Eurotower solo la Germania, che però ha all’attivo l’elezione della Presidente della UE von der Leyen. Anche se il governatore della Bundesbank Joachim Nagel e la stessa Isabel Schnabel, già dentro il Board, non hanno mai fatto mistero di aspirare ad un ruolo di vertice.

C’è poi sempre la possibilità di uscita di un “ousider”, un nome a sorpresa che non era stato considerato da tutti, proprio come avvenne per la nomina di Christine Lagarde.

Cosa ne pensano gli esperti

“Sebbene si ritenga che un’eventuale sfida alla leadership della BCE non altererebbe drasticamente il percorso dei tassi, né avrebbe un impatto significativo sull’euro, la disorganizzazione e l’incertezza che ne deriverebbero potrebbero iniettare volatilità nei mercati”, sottolinea Matthew Ryan, Head of Market Strategy, di Ebury, fintech internazionale specializzata in pagamenti e incassi cross-border. Per l’analista, nel frattempo, si potrebbe “assistere ad un modesto indebolimento dell’euro qualora i mercati dovessero reagire negativamente all’ipotesi di un’uscita anticipata della Lagarde e dall’incertezza che ne deriverebbe. Persino la semplice speculazione sulle sue dimissioni potrebbe, verosimilmente, eroderne la credibilità e l’autorità nelle prossime comunicazioni ufficiali”.

Per gli esperti di ING, “ll momento, l’attuale andamento della politica monetaria della BCE è decisamente poco entusiasmante. Eppure, con la corsa alla successione che si fa sempre più serrata, il gioco delle sedie potrebbe diventare interessante, soprattutto se Christine Lagarde intende davvero lasciare la sua “buona posizione” prima del previsto”. A proposito della la nomina dell’underdog Knot, ING ricorda che  Germania, Francia e Spagna hanno già “uno dei loro” nel Comitato esecutivo e questo renderebbe improbabile la sua scelta, ma “una possibilità concreta ci sarebbe: se l’attuale membro olandese del Comitato esecutivo Frank Elderson si dimettesse per far posto a Knot. È successo in passato e potrebbe succedere di nuovo in futuro”.

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