Benzina e diesel costano 150 milioni di euro in più a settimana, lo Stato ne incassa 61

L'aumento dei prezzi dei carburanti ha fatto crescere anche gli incassi delle tasse derivate dalla loro vendita, mentre le compagnie ricavano 88 milioni di euro a settimana

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Secondo alcune stime del Codacons gli aumenti dei prezzi di benzina e diesel sarebbero arrivati a 150 milioni di euro alla settimana in totale. Di questi una parte significativa è andata allo Stato, che però ha dovuto spendere fondi ingenti per tagliare le accise e limitare proprio la crescita dei costi per i cittadini.

I dati hanno portato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a chiedere l’intervento di quello delle Imprese Adolfo Urso, che ha però risposto che i prezzi stanno già iniziando a calare. Sabato 11 aprile, effettivamente, i costi di benzina e diesel si sono ridotti per il secondo giorno consecutivo.

Caro benzina e diesel, 150 milioni di euro in più a settimana

Secondo il Codacons, in media ogni settimana la guerra in Iran costa 150 milioni di euro in più ai cittadini italiani. Si tratta soprattutto dell’effetto dell’aumento dei costi dei carburanti, benzina e diesel, che si ripercuotono poi su buona parte dei prodotti e dei servizi. Di questi soldi, però:

Per tasse non si intende in questo caso le accise, che non sono in percentuale ma al litro per una tariffa fissa. Ad aumentare il gettito fiscale in questo modo è soprattutto l’Iva, che invece è in percentuale e quindi ha un importo maggiore in base al costo del carburante.

Per lo Stato l’aumento del costo dei carburanti è comunque una spesa. Il governo ha infatti impiegato circa 500 milioni di euro per ridurre le accise tra il 18 marzo e il 1° maggio. Anche se il calcolo del Codacons valesse per ogni singola settimana di questo periodo, il Tesoro avrebbe incassato poco più di 420 milioni di euro, andando in negativo di 80 milioni circa.

Salvini attacca Urso sui costi del carburante

I dati del Codacons hanno causato alcune polemiche all’interno del Governo. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha infatti chiesto un intervento diretto del ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso:

Conto che il ministro Urso convochi le compagnie petrolifere, perché le compagnie sono molto veloci ad aumentare i prezzi quando c’è un problema, ma sono molto più lente a ridurre i prezzi quando i prezzi scendono.

Il Mimit ha però immediatamente risposto, sottolineando che i prezzi sono già in calo:

Le compagnie petrolifere hanno accolto la nostra esortazione a ridurre subito, senza indugi, i prezzi dei carburanti, formulata nell’incontro di giovedì al Mimit, come dimostra il calo dei prezzi alla pompa registrato negli ultimi due giorni.

I primi cali dei prezzi di benzina e diesel

Effettivamente, l’11 aprile 2026 è stato il secondo giorno consecutivo di calo del prezzo dei carburanti in Italia:

La riduzione dei prezzi è arrivata in maniera relativamente rapida, spinta soprattutto dal calo del costo del petrolio, che dopo la tregua di due settimane tra Usa e Iran è arrivato a circa 95 dollari al barile.

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