La Guardia di Finanza di Napoli ha messo sotto sequestro un intero complesso industriale a Casalnuovo di Napoli e a tutti i negozi del Napolitano Store. L’attività, di proprietà del 47enne Angelo Napolitano, pubblicizzava su TikTok la vendita di cellulari di ultima generazione, spesso a prezzi molto più bassi di quelli di mercato.
La Guardia di Finanza avrebbe scoperto che questi sconti erano applicati grazie a un’evasione sistematica dell’Iva attuata attraverso società “cartiere”, che in realtà non avevano dipendenti né una vera attività. A settembre, Napolitano aveva già subito un sequestro da 5,7 milioni di euro, tra cui anche quello del suo yacht da 16,5 metri.
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Sequestrati i negozi del Napolitano Store
Il nuovo sequestro a Napolitano deriva sempre dall’inchiesta della procura di Nola che aveva portato, a settembre, a quello da 5,7 milioni di euro che aveva colpito personalmente l’imprenditore. Allora erano stati colpiti i beni privati del 47enne, diventato famoso su TikTok, tra cui anche uno yacht da 16,5 metri.
Questa volta a essere presi di mira dalla Guardia di Finanza sono stati i magazzini e i negozi della sua società. Una piccola azienda che vendeva smartphone che, in pochi anni era passata da 2,2 milioni di euro di fatturato nel 2017 a 20,8 milioni di giro d’affari nel 2023. Un risultato che, insieme alla fama sui social, ha attratto l’attenzione delle autorità, che hanno scoperto una condotta ritenuta illecita.
Come il Napolitano Store avrebbe evaso l’Iva
Secondo le indagini, spiega la procura di Nola in un comunicato, l’azienda offriva smartphone a condizioni molto vantaggiose, ma solo se pagati in contanti, preferibilmente con banconote da 100 euro. Al cliente non veniva emesso uno scontrino, ma una “bolletta” del tutto simile, che serviva sia per i resi, ma anche per giustificare l’uscita dal magazzino della merce.
La ragione per cui i Napolitano Store riuscivano ad applicare questi sconti ai telefoni cellulari venduti era, secondo l’inchiesta, una frode dell’Iva. La società emetteva fatture per operazioni inesistenti, senza applicare l’imposta, nei confronti di società fantoccio che sistematicamente non pagavano le tasse. Con queste false fatture e l’evasione dell’Iva, Napolitano sarebbe riuscito a vendere i cellulari in nero, scontando quindi una parte delle imposte non pagate al cliente.
L’attività di pubblicità su TikTok
Oltre all’improvviso aumento di fatturato della società negli ultimi anni, Napolitano ha attirato l’attenzione delle autorità anche a causa della sua presenza sui social. Attraverso i canali dell’azienda, in particolare su TikTok, l’imprenditore pubblicava video quasi quotidiani sulla sua attività, facendosi pubblicità.
Una frequenza di upload che lo aveva reso famoso e che gli aveva permesso anche di “collaborare” con Rita De Crescenzo, la discussa influencer napoletana che aveva causato il 29 gennaio 2025, l'”invasione” di turisti nella località montana abruzzese di Roccaraso. Napolitano era infatti comparso in un video di De Crescenzo girato nell’ufficio del consigliere ragionale di Azione Pasquale Di Fenza, lo scorso agosto. Il filmato era costato a Di Fenza il posto nel partito di Carlo Calenda.