Morto Carlo Ulrico Hoepli, chiude la libreria e un capitolo della storia dell’editoria italiana

Si spegne al Policlinico di Milano il capofamiglia del gruppo editoriale, dallo scorso anno, versava in una crisi che l'ha portato alla liquidazione

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Ulrico Carlo Hoepli è morto oggi a Milano, all’età di 91 anni. Inizialmente ricoverato al Policlinico per una polmonite bilaterale, è stato trasferito la settimana scorsa in un hospice, dove questa mattina si è spento.

La sua scomparsa arriva in un momento molto delicato per la storia della famiglia. Proprio nelle stesse settimane, infatti, la storica Libreria Internazionale Hoepli di via Hoepli 5 ha chiuso definitivamente dopo 156 anni di attività. mentre il gruppo editoriale è di fatto in liquidazione da marzo.

Chi era Ulrico Carlo Hoepli

Bisnipote del fondatore omonimo della casa editrice, che era nato in Svizzera nel 1847, Ulrico Carlo Hoepli entra in azienda negli anni Sessanta, dopo la laurea in giurisprudenza.

Per oltre mezzo secolo ha guidato la società come presidente, accompagnandone l’evoluzione senza modificarne l’identità. Alla tradizionale manualistica tecnico-scientifica, negli anni la Hoepli si è occupata anche di editoria scolastica, informatica ed economia. La libreria di via Hoepli, inaugurata nel 1958 su progetto di Figini e Pollini, era costituita da sei piani e ospitava oltre 175 mila titoli.

Nel corso della carriera, Carlo Ulrico Hoepli è stato:

Dalla battaglia sulle quote alla liquidazione della società

Nel dicembre 2025, il Tribunale di Milano ha disposto il sequestro cautelare del 67% della Hoepli Spa, quota detenuta dai fratelli Giovanni, Matteo e Barbara Hoepli direttamente e attraverso le fiduciarie Sef e Finedit. La partecipazione è stata affidata al custode giudiziario Matteo Rescigno nell’ambito delle cause promosse dal cugino Giovanni Nava, titolare del restante 33%.

Il 10 marzo di quest’anno, l’assemblea dei soci ha deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione volontaria della società, motivando la decisione con i risultati economici negativi e con prospettive del mercato editoriale e librario piuttosto grigie. La procedura è stata affidata alla liquidatrice Laura Limido, mentre il socio di minoranza ha formalizzato la propria opposizione.

La libreria chiusa e il marchio ceduto a Mondadori

Con l’avvio della liquidazione è iniziato anche lo smontaggio del gruppo. Il ramo dell’editoria scolastica è stato ceduto al Gruppo Mondadori, operazione perfezionata il 30 aprile, e insieme all’attività è passato anche lo storico marchio Hoepli. Un elemento che rende più complesso qualsiasi progetto di rilancio della libreria, che non potrebbe utilizzare il nome con cui è diventata famosa.

Nel frattempo è stato venduto anche il palazzo di via Hoepli a un fondo statunitense. L’affitto non è stato rinnovato e la libreria ha abbassato definitivamente la saracinesca il 25 maggio. Oggi circa 70 librai sono in cassa integrazione, mentre il personale amministrativo continuerà a lavorare fino alla fine del 2026.

L’offerta per salvare la libreria e la decisione della Cassazione

Prima che il percorso di liquidazione proseguisse era arrivata anche una proposta alternativa. La società DaB di Vittoria Loro Piana e Raffaella Redaelli de Zinis aveva messo sul tavolo oltre 20 milioni di euro con l’obiettivo di mantenere unito il gruppo, salvaguardare gran parte dei posti di lavoro e trasformare la sede di via Hoepli in un polo dedicato alla cultura e alla formazione. L’offerta non è stata presa in considerazione.

Resta inoltre aperta la controversia tra i cugini Hoepli e Giovanni Nava. Quest’ultimo sostiene di aver rifiutato un’offerta da 10 milioni di euro per uscire dalla società e ha già ottenuto in Svizzera una sentenza definitiva che gli riconosce la restituzione di ulteriori quote. Entro giugno è attesa anche la pronuncia della Corte di Cassazione sulla legittimità dell’attuale assetto societario.

Le prossime settimane saranno decisive

Il futuro della storica libreria milanese non è ancora del tutto scritto. Entro il 15 giugno è attesa la proposta della cordata di imprenditori guidata da Vittorio Graziani, storico libraio della Centofiori, che punta a rilevare l’attività mantenendo la sede di via Hoepli come condizione essenziale del progetto.

La scadenza più vicina resta però quella del 30 giugno, quando il palazzo dovrà essere completamente svuotato. La morte di Ulrico Carlo Hoepli arriva così nel momento in cui la famiglia e uno dei luoghi simbolo della cultura milanese stanno attraversando la trasformazione più profonda della loro storia.

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