Guerra in Iran, attenzione in Italia per i punti sensibili agli attacchi a Usa e Israele

La guerra scoppiata in Iran ha fatto aumentare l'attenzione dell'antiterrorismo sui possibili obiettivi israeliani e statunitensi in Italia, con sorveglianza potenziata da più uomini e mezzi

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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Le forze di polizia italiane sono state messe in allerta da una circolare urgente del Ministero dell’interno sulla possibilità di attacchi contro obiettivi sensibili legati a Israele e agli Stati Uniti. L’avviso è stato diramato dopo l’inizio dei bombardamenti da parte di questi due Paesi sull’Iran, cominciati dopo il collasso delle trattative per un accordo sui progetti di sviluppo di tecnologie nucleari da parte di Teheran.

Gli obiettivi principali sono ambasciate e consolati, che all’estero sono già stati presi d’assalto in diverse circostanze. L’antiterrorismo si sta però muovendo anche su altri possibili punti sensibili, meno evidenti, ma che potrebbero comunque essere presi di mira.

Quali sono i possibili obiettivi

I primi obiettivi sensibili su cui sarà rafforzata la sorveglianza sono le ambasciate e i consolati di Stati Uniti e Israele. In Italia, si trovano a:

Ci sarà maggiore attenzione anche sulle sedi di associazioni e centri culturali riconducibili agli Stati Uniti e a Israele e, infine, c’è la questione dei luoghi religiosi. Spesso l’identità nazionale israeliana e quella religiosa ebraica vengono confuse e sovrapposte. Per questa ragione anche i luoghi di culto ebraici saranno sorvegliati con maggiore attenzione.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, che cita una fonte vicina alle operazioni, aumenterà però anche la sorveglianza sulle possibili minacce. In particolare, saranno maggiormente controllati gli ambienti fondamentalisti dai quali potrebbero nascere iniziative contro gli obiettivi sensibili elencati.

Il rischio di un attacco agli obiettivi sensibili

Al momento, ha sottolineato il Ministero, non c’è un rischio concreto di attacco a questi obiettivi come risposta ai bombardamenti in Iran.

Non ci sono quindi indicazioni, da parte delle risorse di intelligence dello Stato, che siano in corso preparativi per un attacco. L’aumento dell’attenzione su ambasciate e consolati e su tutti gli altri punti sensibili è determinato dalla situazione internazionale e da alcuni episodi accaduti all’estero.

In diversi Paesi del Medio Oriente (dove ci sono molti italiani bloccati a causa del blocco dello spazio aereo) infatti, le ambasciate statunitensi sono state bersagliate o prese d’assalto da manifestanti che sostenevano il regime iraniano in carica. A Baghdad, in Iraq, alcuni manifestanti hanno provato a oltrepassare la “green zone”, l’area attorno all’ambasciata statunitense nel Paese.

Le misure antiterrorismo

La circolare del Ministero dell’Interno è rivolta alle strutture operative di pronto intervento sparse su tutto il territorio nazionale. Proprio per questa ragione si è riunito anche il Comitato di analisi strategica per l’antiterrorismo, presieduto dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione. Questo organo riunisce:

Attraverso questo coordinamento, forze di polizia e servizi segreti incroceranno le informazioni raccolte sul campo per prevenire qualsiasi possibile attacco.

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