Premi RC Auto ancora in aumento, compagnie patrimonialmente più solide e raccolta in crescita. La Relazione annuale Ivass, presentata a Roma il 18 giugno 2026, fotografa per il 2025 un settore assicurativo che migliora tutti i propri conti mentre gli automobilisti continuano a pagare di più. L’Antitrust ha avviato un’indagine conoscitiva per capire se gli assicurati stiano spendendo più del dovuto e se bonus-malus, risarcimento diretto, scatola nera e comparatori di prezzo funzionino davvero a vantaggio dei consumatori.
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Premi in crescita, mercato in salute
Il dettaglio trimestrale conferma la direzione. Secondo il report Iper dell’Ivass, nel quarto trimestre 2025 il prezzo effettivo della garanzia RC Auto è arrivato a 431,8 euro, con un incremento annuo del 3,5% in termini nominali e del 2,3% al netto dell’inflazione.
La crescita è quasi la metà di quella registrata un anno prima (+6,6%) e più che dimezzata rispetto al 2023 (+7,8%), ma il livello dei premi italiani resta superiore alla media europea.
Sul fronte opposto c’è la storia raccontata dai bilanci delle compagnie. La raccolta premi complessiva del lavoro diretto italiano ha raggiunto 162,2 miliardi di euro nel 2025, pari al 7,2% del Pil. Il solo comparto Danni vale circa 50 miliardi (+6,4%), di cui circa 13,5 miliardi riferiti all’RC Auto.
L’indice medio di solvibilità delle imprese vigilate è salito al 273% dal 259,4% dell’anno precedente. È un livello che colloca le compagnie italiane molto sopra la soglia regolamentare. Il quadro che emerge è quello di un mercato che alza i premi e contemporaneamente rafforza patrimoni e redditività.
Agcm e Ivass aprono l’indagine IC60
È da queste premesse che parte l’indagine conoscitiva avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con delibera del 9 giugno 2026. L’istruttoria, denominata IC60, sarà condotta congiuntamente con l’Ivass nel quadro del protocollo d’intesa sottoscritto tra le due autorità a novembre 2024. Il termine di chiusura è fissato al 31 dicembre 2027.
L’obiettivo dichiarato è verificare se l’assetto del settore presenti ostacoli allo sviluppo concorrenziale a vantaggio dei consumatori finali e individuare eventuali interventi correttivi. Quattro i fronti su cui si concentrerà l’analisi.
Bonus-malus, risarcimento diretto, scatola nera, Preventivass
Il primo nodo riguarda i meccanismi di attribuzione del rischio. Agcm e Ivass parlano apertamente di saturazione del sistema bonus-malus. La quasi totalità degli assicurati è concentrata nelle classi di merito universale più favorevoli, mentre le compagnie usano in parallelo classi di merito interne costruite su parametri proprietari. Un meccanismo che, per l’Antitrust, può frapporre ostacoli alla mobilità della domanda.
Il secondo è il risarcimento diretto, basato su una compensazione forfettaria tra compagnie calibrata su costi medi. Per Agcm è una procedura che può distorcere le politiche di prezzo e ridurre gli incentivi al contenimento dei costi dei sinistri.
Il terzo riguarda i dispositivi di monitoraggio del veicolo. La legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (legge 193/2024) è intervenuta sulla portabilità dei dati della scatola nera, ma la disciplina secondaria attuativa non è ancora stata adottata. Nel frattempo possono persistere ostacoli al cambio di compagnia.
Il quarto è il comparatore pubblico Preventivass. Agcm vuole verificare se la prassi di sconti rilevanti applicati da compagnie e intermediari, unita alla complessità delle clausole (guida esclusiva, guida esperta) e delle garanzie accessorie (furto, incendio), svuoti di valore informativo i premi di riferimento esposti sul portale.
Consultazione pubblica entro il 31 luglio
Contestualmente alla delibera è stata aperta una consultazione pubblica.
Tutti i soggetti interessati (compagnie, intermediari, associazioni di consumatori, singoli cittadini) possono inviare osservazioni motivate sui quattro temi all’indirizzo ic60[at]agcm.it entro il 31 luglio 2026, con la dicitura IC60. Call for Input in oggetto.
I contributi acquisiti potranno essere condivisi tra Antitrust e Ivass, come previsto dall’articolo 10, comma 4, del Codice delle assicurazioni private.