Morto Franco Baresi, addio al capitano del Milan: la carriera e l’eredità del numero 6

Se n'è andato Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale: una carriera in un solo club, i trofei e l'eredità del numero 6

Pubblicato:

Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

È morto Franco Baresi, storico capitano del Milan e simbolo del calcio italiano. A darne l’annuncio, il 31 luglio 2026, è stato lo stesso club rossonero attraverso i propri canali ufficiali. Un’amara notizia che giunge poco dopo la smentita ufficiale del club, che ha preteso in precedenza l’assoluto rispetto per le condizioni della propria bandiera.

Erano infatti state diffuse delle fake news sulla sua dipartita, in un misto di mancanza di ricerca delle fonti ufficiali e corsa al click e al like facili. Ora però è tutto tristemente confermato: “La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi”.

Aveva 66 anni e da tempo fronteggiava una complessa sfida contro la malattia, dopo l’intervento per l’asportazione di un nodulo polmonare risalente al 2025. Con lui se ne va uno dei difensori più forti di sempre, l’uomo che ha legato l’intera carriera a una sola maglia e a un solo numero, il 6. Ripercorriamo chi era, cosa ha vinto e quale eredità lascia al Milan e al calcio.

Chi era Franco Baresi

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi è stato per vent’anni il perno della difesa del Milan. Libero moderno, elegante e dal senso della posizione straordinario, ha incarnato per generazioni di tifosi l’idea stessa di capitano.

Una storia particolare la sua, perché fratello di Giuseppe, a lungo bandiera dell’Inter. Uniti a casa ma separati sul campo, con Franco che aveva scelto tutt’altra famiglia sportiva (per la vita). Cresciuto nel vivaio rossonero, ha esordito in prima squadra alla fine degli anni ’70, senza più andar via.

Ha collezionato oltre 700 presenze ufficiali, conquistando:

È stato protagonista del ciclo che ha reso il Milan una delle squadre più forti della storia, dominando in Italia e in Europa.

A quella rossonera, poi, ha aggiunto la maglia azzurra dell’Italia, che lo ha visto trionfare ai Mondiali ’82. Al tempo era però un giovane componente del gruppo e per lui la Coppa più combattuta è stata quella amara di USA ’94. L’operazione al ginocchio, il ritorno in finale contro il Brasile e la lotteria dei rigori.

L’eredità del numero 6

Al momento del ritiro, nel 1997, il Milan ha deciso di ritirare la sua maglia numero 6, onore riservato a pochissimi. La sua epoca calcistica non era quella dei ricchissimi ingaggi. Non uno stipendio basso, il suo, ma distante da quanto oggi anche solo dei giovani prospetti interessanti con un’annata buona alle spalle posso pretendere.

Ciò dà ancora più rilevanza alla sua storia rossonera, fatta di vera passione e non d’interesse economico. Volendo fornire qualche numero, da ragazzino il Milan lo mise sotto contratto con un ingaggio simbolico, scommettendo su un fisico ancora tutto da costruire. Per il primo scudetto, quello del 1978-1979, su spinta di Gianni Rivera gli fu riconosciuto un premio di 50 milioni di lire. Da lì una lunga sequenza di rinnovi, fino all’addio del 1997, senza importi resi noti.

La sua eredità non è legata a cifre economiche. Negli anni successivi Baresi è rimasto legato al club come vicepresidente onorario, continuando a rappresentarne i valori. Il suo lascito non è fatto solo di trofei, ma di un modello di professionalità e fedeltà che resta un punto di riferimento per il calcio italiano.

↓ Espandi ↓

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963