Fifa, Infantino vende i Mondiali ai privati: proposta da 8,5 miliardi alle federazioni

Infantino punta e vendere quote dei tornei Fifa, quindi anche i Mondiali, ai privati: sul tavolo fino a 4,2 miliardi di dollari

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

La Fifa prepara una possibile svolta economica nella gestione del calcio mondiale. Il presidente Gianni Infantino punta alla creazione di una nuova società commerciale, la Fifa Forward Enterprise, attraverso cui aprire una parte del valore dei tornei Fifa, compresi i Mondiali, a investitori privati. Secondo quanto anticipato dal Financial Times, l’operazione potrebbe valorizzare la nuova entità circa 20 miliardi di dollari, pari a circa 17 miliardi di euro. La Fifa potrebbe vendere una quota tra il 20% e il 30%, raccogliendo fino a circa 4,2 miliardi di dollari, cioè circa 3,6 miliardi di euro, da investitori esterni.

Cos’è Fifa Forward Enterprise

Il progetto ruota attorno alla nascita della Fifa Forward Enterprise, indicata come una nuova entità destinata ad accorpare le attività commerciali e operative dei tornei Fifa. Nel perimetro della società entrerebbero diritti televisivi, sponsorizzazioni, biglietteria, licenze e gestione commerciale degli eventi. Tra questi rientrerebbe anche la Coppa del Mondo. La Fifa manterrebbe il controllo della governance calcistica, delle competizioni, del calendario, delle regole sportive e delle decisioni regolamentari. Gli investitori privati entrerebbero invece nella parte commerciale del business. Secondo le ricostruzioni, la Fifa manterrebbe almeno il 51% del nuovo veicolo. Alle 211 federazioni affiliate andrebbe una quota attorno al 20%, mentre la parte restante sarebbe destinata ai privati.

La proposta finale di Infantino alle federazioni

Per convincere le federazioni ad aderire al progetto, Infantino ha messo sul tavolo una proposta economica molto rilevante. Secondo il Times, nella lettera inviata alle 211 federazioni il presidente Fifa avrebbe indicato due scenari: con l’ingresso degli investitori privati, i fondi disponibili salirebbero fino a 10 miliardi di dollari, pari a circa 8,5 miliardi di euro; senza il progetto, resterebbe il programma Forward già previsto, pari a 2,7 miliardi di dollari, cioè circa 2,3 miliardi di euro. La differenza è di circa il 75% in meno in caso di mantenimento dello status quo.

Il testo aggiunge che, se le federazioni decidessero di procedere, il pacchetto da 10 miliardi di dollari sarebbe disponibile dal 1° gennaio 2027.  Ogni federazione potrebbe accedere fino a 40 milioni di dollari, pari a circa 34 milioni di euro, nel prossimo ciclo. In altre ricostruzioni si parla anche di 20 milioni di dollari in fondi eccezionali, circa 17 milioni di euro, poi 20 milioni di dollari per il ciclo 2027-2030, 22 milioni di dollari per il 2031-2034, cioè circa 18,7 milioni di euro, e 24 milioni di dollari per il 2035-2038, pari a circa 20,4 milioni di euro. La data indicata per decidere sarebbe il 19 settembre.

Il possibile ruolo di Infantino nella nuova società

Secondo le ricostruzioni della stampa britannica, dopo la fine del suo mandato alla presidenza Fifa, prevista nel 2031 in caso di conferma, Infantino potrebbe assumere un ruolo operativo di vertice nella nuova società, come Ceo o commissario della Fifa Forward Enterprise. Le cifre circolate indicano anche un possibile compenso fino a circa 64 milioni di dollari annui, pari a circa 54 milioni di euro l’anno.

Questo aspetto alimenta il dibattito sul rapporto tra governance sportiva e gestione commerciale. La Fifa è oggi un’organizzazione no profit composta dalle federazioni nazionali. La creazione di una società partecipata da investitori privati cambierebbe il modello economico con cui vengono gestiti i principali tornei internazionali. Secondo le ricostruzioni, tra i potenziali interessati ci sarebbero anche Jp Morgan e Josh Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.

La reazione della Uefa

La Uefa ha contestato duramente il piano. In una nota, la confederazione europea ha affermato che “l’anima e la governance del calcio non sono beni da negoziare” e che “nessuno di noi è proprietario del calcio. Non appartiene alla Fifa e non spetta alla Fifa venderlo”. Secondo la Uefa, il progetto “supera una linea che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai oltrepassare”. Secondo Sky News, alcune nazioni europee starebbero valutando anche l’ipotesi di boicottare i Mondiali se il piano venisse approvato.

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