Nella stagione calcistica appena conclusa si è tornato a parlare della possibilità di introdurre il professionismo per gli arbitri. Il cambiamento avrebbe effetti non solo sull’organizzazione del settore arbitrale, ma anche sul sistema dei compensi. Attualmente gli arbitri di Serie A percepiscono una parte fissa legata al contratto e una quota variabile determinata dalle designazioni durante la stagione. Secondo l’analisi di Calcio e Finanza, nella stagione 2025/26 alcuni direttori di gara sono arrivati a superare i 180mila euro complessivi tra compensi fissi e gettoni.
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Quanto guadagna un arbitro di Serie A
Il sistema attuale prevede un compenso per ogni partita disputata. In Serie A dirigere un incontro come arbitro principale vale 4mila euro lordi. La cifra cambia in base al ruolo ricoperto nella singola gara. I compensi previsti sono:
- arbitro 4.000 euro;
- VAR 1.700 euro;
- assistenti di linea 1.400 euro;
- AVAR 800 euro;
- quarto uomo 500 euro.
Le cifre sono diverse rispetto alla Serie B, dove il direttore di gara percepisce 2mila euro a partita, mentre il VAR riceve 800 euro e l’AVAR 400 euro. Ai gettoni si aggiunge poi il compenso fisso previsto dal contratto. Gli arbitri della Can A e B hanno infatti una quota annuale che cambia in base all’esperienza:
- 90mila euro per arbitri internazionali ed ex internazionali;
- 60mila euro per arbitri con più di 50 partite dirette;
- 30mila euro per arbitri con meno di 50 partite.
Gli arbitri più pagati della Serie A, la classifica
Secondo i calcoli di Calcio e Finanza, il direttore di gara che ha guadagnato di più nella stagione 2025/26 è stato Marco Guida, arrivato a un totale di 181.500 euro. Alle sue spalle ci sono Daniele Chiffi, con 175.700 euro, e Davide Massa, con 171.600 euro. La classifica considera le presenze come arbitro, VAR, AVAR e quarto ufficiale nel massimo campionato italiano.
| Arbitro | Compenso | Contratto | Totale |
|---|---|---|---|
| Marco Guida | 91.500 € | 90.000 € | 181.500 € |
| Daniele Chiffi | 85.700 € | 90.000 € | 175.700 € |
| Davide Massa | 81.600 € | 90.000 € | 171.600 € |
| Luca Zufferli | 78.000 € | 90.000 € | 168.000 € |
| Simone Sozza | 77.700 € | 90.000 € | 167.700 € |
| Daniele Doveri | 101.900 € | 60.000 € | 161.900 € |
| Maurizio Mariani | 71.400 € | 90.000 € | 161.400 € |
| Aleandro Di Paolo | 70.300 € | 90.000 € | 160.300 € |
| Marco Di Bello | 95.800 € | 60.000 € | 155.800 € |
| Andrea Colombo | 65.000 € | 90.000 € | 155.000 € |
| Matteo Marchetti | 59.000 € | 90.000 € | 149.000 € |
| Valerio Marini | 58.900 € | 90.000 € | 148.900 € |
| Paolo Mazzoleni | 56.600 € | 90.000 € | 146.600 € |
| Fabio Maresca | 84.400 € | 60.000 € | 144.400 € |
| Rosario Abisso | 84.200 € | 60.000 € | 144.200 € |
| Matteo Marcenaro | 54.000 € | 90.000 € | 144.000 € |
| Federico La Penna | 81.600 € | 60.000 € | 141.600 € |
| Gianluca Aureliano | 49.400 € | 90.000 € | 139.400 € |
| Luca Pairetto | 48.300 € | 90.000 € | 138.300 € |
| Michael Fabbri | 77.100 € | 60.000 € | 137.100 € |
Il dibattito sul professionismo degli arbitri
Il tema dei compensi si lega alla possibile trasformazione del sistema arbitrale italiano. Prima della fine del suo mandato alla Figc, Gabriele Gravina aveva spiegato che era allo studio una nuova struttura ispirata al modello inglese della PGMOL, la Professional Game Match Officials Limited utilizzata in Premier League. L’introduzione del professionismo potrebbe modificare l’attuale sistema, basato sulla combinazione tra compenso fisso, gettoni per le partite e rimborsi. Nella stagione 2025/26 le spese complessive per arbitri, assistenti e addetti VAR in Serie A sono state pari a circa 3,7 milioni di euro. Il primo a sollevare la questione sul professionismo degli arbitri era stato Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, al termine della sfida contro la Lazio: “Ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole che ci sono. C’è sempre l’interpretazione, quello che non vede nessuno: bisogna sempre valutare la situazione, non si può generalizzare. Anche stasera in campo eravamo in 22 più uno, quello non professionista era l’arbitro. Va fatta una riforma, perché sono gli unici precari dello stadio. Tutti devono essere professionisti. È la rigidità che non va bene”.