Arbitri professionisti, stipendi fissi e svolta da 20 milioni nel calcio italiano

Dalla prossima stagione stipendi fissi e contratti professionali per gli arbitri. Quanto guadagnano oggi e cosa cambierà

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

La riforma del professionismo arbitrale entra nella fase operativa e punta a cambiare in modo significativo l’organizzazione e i compensi dei direttori di gara in Italia. Il progetto, promosso dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede l’introduzione di una nuova struttura e un sistema retributivo diverso rispetto a quello attuale. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le recenti discussioni sul livello arbitrale e sull’organizzazione del sistema, con l’obiettivo dichiarato di rendere gli arbitri figure professionali a tempo pieno.

Arbitri professionisti dal prossimo anno

Il piano prevede la creazione di una società dedicata alla gestione degli arbitri di Serie A e, in prospettiva, anche di Serie B. Questa struttura, partecipata dalla FIGC e dalle leghe, dovrebbe funzionare in modo autonomo e gestire direttamente contratti, formazione e designazioni.

L’obiettivo è trasformare gli arbitri di vertice in professionisti a tutti gli effetti, superando l’attuale modello in cui i direttori di gara svolgono ufficialmente altre attività lavorative. Il nuovo organismo dovrebbe essere operativo dalla stagione 2026-27, con un budget iniziale stimato intorno ai 20 milioni di euro.

Come cambia il sistema degli stipendi

La riforma introduce una modifica strutturale nel sistema retributivo. Oggi i compensi degli arbitri sono legati principalmente al numero di partite dirette e ai ruoli ricoperti durante le gare. Con il nuovo modello, invece, è previsto uno stipendio fisso, indipendente dal numero di designazioni.

Gli arbitri di élite saranno assunti con contratti a tempo determinato e avranno accesso a tutele tipiche del lavoro subordinato, come il trattamento di fine rapporto. Tra le novità sono previste:

Questo sistema dovrebbe garantire maggiore stabilità economica e permettere agli arbitri di concentrarsi esclusivamente sull’attività sportiva.

Quanto guadagnano oggi gli arbitri

Attualmente il sistema è basato su una combinazione di parte fissa e compensi per singola gara.  L’arbitro di Serie A guadagna circa 4000 euro lordi a partita. L’arbitro di Serie B ha un “gettone” di circa 2000 euro a partita, per i Var in serie A 1700 euro, gli assistenti 1400 euro e infine per il quarto uomo circa 500 euro. A questi importi si aggiunge una parte fissa annuale che varia tra 30mila e 90mila euro in base all’esperienza e al numero di presenze. Un arbitro che dirige circa 20 partite a stagione può arrivare a guadagnare circa 170mila euro.

La nuova società sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto da membri indipendenti. Tra i compiti principali:

La riforma mira a separare la gestione tecnica da quella politica, introducendo criteri basati sul rendimento. Il percorso prevede ulteriori incontri istituzionali e l’approvazione definitiva da parte del Consiglio Federale. Se confermata, la riforma entrerà in vigore dalla stagione 2026-2027, segnando un cambiamento significativo nel sistema arbitrale italiano.

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