Tumori, la grande sfida della salute globale: la visione di Maria Cristina Leone

Maria Cristina Leone, Business Unit Director Oncology di Merck Italia, racconta la visione di un'azienda agile, che mette davvero il paziente al centro, lavorando sui bisogni reali per rimanere competitivi

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Prevenzione, diagnosi precoce ed accesso migliore alle cure. Queste le strategie per limitare i nuovi casi di tumore, che considerando il pianeta sono più che raddoppiati dal 1990, raggiungendo i 18,5 milioni nel 2023. Nello stesso periodo, i decessi annuali per cancro sono aumentati del 74%, con la maggior parte dei casi che si verifica ora nei paesi a basso e medio reddito. Oltre il 40% dei decessi per cancro a livello globale è legato a 44 fattori di rischio modificabili, tra cui il consumo di tabacco, una dieta scorretta e un’elevata glicemia.

Le analisi dicono che in futuro i casi di tumore a livello globale aumenteranno del 61% nei prossimi 25 anni, raggiungendo i 30,5 milioni di nuove diagnosi all’anno entro il 2050. E si prevede che i decessi annuali per cancro aumenteranno di quasi il 75%, raggiungendo i 18,6 milioni, in gran parte a causa della crescita demografica e dell’invecchiamento della popolazione. Queste cifre, tratte dal rapporto Cancer Collaborators del Global Burden of Disease Study, pubblicato su The Lancet, dimostrano quanto e come occorra uno sforzo globale per affrontare la situazione, considerando che seppur i tassi di mortalità per cancro aggiustati per età siano diminuiti in tutto il mondo, questo progresso non ha raggiunto tutti. In questo senso, tornando all’Italia, ognuno deve fare la sua parte.

Ed è proprio questo l’impegno di Maria Cristina Leone, Business Unit Director Oncology di Merck Italia, che così racconta le sfide da affrontare e gli obiettivi da raggiungere.

Un percorso nel Pharma

Arrivata in Merck ad aprile 2024, due anni e mezzo fa, nel ruolo di Business Unit Director per l’area Neurologia, Leona ha avuto uno sviluppo professionale che l’ha portata a lavorare in diverse importanti realtà farmaceutiche come Celgene, AstraZeneca e Novartis in vari ambiti terapeutici, come onco-ematologia, immunologia e cardiologia. Nell’area della sclerosi multipla, in Merck è andata oltre ai numeri lavorando con team abbiamo lavorato intensamente sul mindset, sull’evoluzione dei ruoli aziendali, ampliando le competenze per affrontare un mercato sempre più complesso e volatile. Il tutto con un approccio chiaro: sapere dove si vuole arrivare e costruire il percorso insieme alle persone, includendole, ascoltandole fattivamente e lavorando sui bisogni reali per rimanere competitivi.

Le prospettive dell’oncologia

Per Leone, prendere il testimone alla guida della Business Unit Oncologia è insieme un privilegio e una grande responsabilità.

“In questo senso avrò la possibilità di contribuire alla gestione di una priorità di salute pubblica che ho sempre sentito profondamente vicina. Il 2026 si presenta già carico di sfide e opportunità significative, che intendiamo affrontare e perseguire promuovendo l’importanza di un approccio terapeutico personalizzato e basato sull’ascolto del paziente. L’oncologia è un settore che si muove a grande velocità. La sfida principale per Merck – ma direi per tutto il settore farmaceutico – è rimanere al passo con i tempi: non farsi travolgere dal cambiamento, ma guidarlo. Questo è un principio fondamentale per me. Significa essere molto preparati, più di quanto fosse necessario in passato, a tutti i livelli dell’organizzazione. Non farsi travolgere dal cambiamento significa anche non cedere all’incertezza o alla paura che situazioni complesse possono generare. L’obiettivo su cui concentrerò il massimo impegno sarà portare la nostra innovazione a tutti coloro che ne hanno bisogno, lavorando con passione e dedizione per migliorare la vita dei pazienti e delle loro famiglie. Insieme, possiamo fare la differenza”.

Il contributo dell’azienda

Merck ha oggi un portafoglio importante nel settore oncologico: tre prodotti dedicati al cancro metastatico che coprono cinque aree terapeutiche diverse. Questo significa operare in cinque mondi differenti, ciascuno con le proprie specificità. Quello che Merck può portare è la visione di un’azienda agile, che mette davvero il paziente al centro.

“A testimonianza di questo abbiamo firmato nel 2025 un Manifesto per le cure oncologiche. Reputiamo sia fondamentale ascoltare non solo i medici, ma anche i pazienti e le Istituzioni. Credo che Merck in oncologia possa offrire una visione a 360 gradi: non limitarsi al trattamento farmacologico, ma considerare tutti i bisogni dei pazienti e dei caregiver nelle cinque aree terapeutiche in cui operiamo”

conclude Leone.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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