Tumori, al via “Cinque euro contro il fumo”, campagna per una proposta di legge anti-tabagismo

Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

La sfida è sicuramente importante ed ha un duplice obiettivo: da un lato mira a contrastare il tabagismo e i danni del fumo di sigaretta (e non solo) per l’organismo, che si traducono in un aumentato rischio per diverse forme di tumore, primo tra tutti quello dei polmoni, dall’altro punta a reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.
Salute ed economia, quindi, viaggiano di pari passo grazie alla campagna “5eurocontroilfumo.it”, , la prima del genere mai realizzata in Italia. L’iniziativa è stata presentata a Milano ed è promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM.

Come aderire

La raccolta di firme ha preso il via. L’obiettivo è arrivare ad una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato). Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consente di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.

Quanto “pesa” il fumo

Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica, a cui sono riconducibili 93.000 morti ogni anno in Italia. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Solo nel nostro Paese, le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro. Per tutti questi motivi, spiega Francesco Perrone, Presidente Fondazione AIOM,

“chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo. In questo modo, potremo ridurre il numero di fumatori, salvando vite. In secondo luogo, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.

Anche le donne a rischio

Sulla stessa lunghezza d’onda è Giulia Veronesi, Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi.

“Il 90% dei casi di tumore del polmone è determinato dal fumo, pari a oltre 40mila diagnosi ogni anno in Italia. L’abitudine tabagica è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione femminile è tabagista. Le nuove diagnosi di questa neoplasia negli uomini sono diminuite, ma tra le donne sono aumentate”.

Se è vero che tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%, insomma c’è ancora molto da fare. Sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.

L’impegno di Fondazione AIRC

Il tumore del polmone è la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell’Unione europea, come evidenziato anche da un recente studio epidemiologico sostenuto da AIRC.

“I risultati del lavoro confermano che il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia e contribuisce a ridurre l’incidenza di altri tumori, come quello del pancreas”

sottolinea Daniele Finocchiaro, Consigliere Delegato di Fondazione AIRC.

“Per poter presentare la proposta di legge d’iniziativa popolare al Presidente di uno dei due rami del Parlamento, sono necessarie le firme di almeno 50.000 persone. Per questo riteniamo fondamentale una mobilitazione corale con il coinvolgimento di società scientifiche, associazioni di pazienti e della comunità civile. Auspichiamo che anche le Istituzioni ai massimi livelli siano sensibili a un tema così rilevante per la sanità pubblica e riconoscano l’urgenza di una norma che permetta di prevenire le malattie correlate al fumo, soprattutto il cancro, perché investire in prevenzione significa investire nel futuro del Paese”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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