Pensioni, scattano i recuperi Inps: trattenute fino a un quinto dell’assegno e 60 rate

Recuperi Inps sulle pensioni: trattenute fino al 20% dell’assegno e rimborso in massimo 60 rate per quattordicesima e pensioni ai superstiti

3 min di lettura

Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

L’Inps avvia il recupero delle somme pagate in eccesso ai pensionati della Gestione pubblica dopo aver completato la verifica reddituale sulle prestazioni erogate in via provvisoria nel 2024. Le indicazioni operative sono contenute nel Messaggio n. 2608 dell’11 agosto 2026 e riguardano in particolare la quattordicesima e le pensioni ai superstiti. L’Istituto ha confrontato i redditi utilizzati inizialmente per riconoscere le prestazioni con quelli effettivamente dichiarati. Quando dal controllo emerge che il pensionato ha ricevuto somme superiori a quelle spettanti, viene avviata la procedura di recupero. Le trattenute inizieranno tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 e potranno essere distribuite fino a un massimo di 60 rate.

Quali pensionati sono interessati dai controlli Inps

La verifica riguarda le prestazioni legate al reddito riconosciute nel 2024 ai pensionati della Gestione pubblica. In particolare, l’Inps ha controllato la somma aggiuntiva, cioè la cosiddetta quattordicesima, riconosciuta solo entro determinati limiti reddituali, e le pensioni ai superstiti, che possono essere ridotte quando il beneficiario possiede altri redditi oltre alla pensione.

Per effettuare i controlli sono stati utilizzati i redditi diversi dalla pensione presenti nelle dichiarazioni fiscali, tra cui modello 730, Certificazione Unica e Redditi Persone Fisiche relativi al 2023. A questi dati si aggiungono le informazioni presenti nel Casellario centrale dei pensionati per gli anni 2023 e 2024.

Quando iniziano le trattenute sulla pensione

Il calendario cambia a seconda della prestazione interessata. Per gli indebiti relativi alla quattordicesima, il recupero partirà da dicembre 2026. Per le somme relative alle pensioni ai superstiti, invece, le trattenute inizieranno da gennaio 2027. L’avvio della procedura coincide con l’invio della comunicazione al pensionato, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2026. L’Inps invierà l’avviso tramite PEC, se dispone dell’indirizzo del pensionato, oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Quanto può trattenere l’Inps ogni mese

La trattenuta può arrivare fino a un quinto dell’importo complessivo della pensione, quindi fino al 20%, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa. Deve essere comunque salvaguardato il trattamento minimo e il calcolo viene effettuato sull’importo al netto delle ritenute Irpef. Il piano di rimborso può essere distribuito fino a un massimo di 60 rate mensili. Questo significa che, nei casi di importi elevati, il recupero può protrarsi fino a cinque anni.

Se la pensione sulla quale è stato accertato il debito non è sufficiente per recuperare l’intera somma e il beneficiario percepisce un altro trattamento pensionistico diretto della Gestione pubblica, l’Inps può proseguire automaticamente le trattenute anche su quest’ultimo.

Cosa succede se rimane ancora un debito

Quando non è possibile recuperare interamente l’indebito attraverso le trattenute sulla pensione, l’importo residuo può essere richiesto tramite avviso di pagamento pagoPA. In alternativa, se il pensionato percepisce un altro trattamento erogato dall’Inps, il recupero può essere effettuato anche su quella pensione. Le strutture territoriali possono inoltre modificare il piano di recupero previsto a livello centrale, nel rispetto dei limiti stabiliti e previa autorizzazione del responsabile competente.

Cosa può fare il pensionato che contesta il debito

Dopo aver ricevuto la comunicazione, il pensionato ha 30 giorni di tempo per rivolgersi alla struttura territoriale Inps competente e presentare la documentazione necessaria a correggere eventuali errori nei dati reddituali utilizzati. È quindi possibile chiedere una verifica della posizione, ad esempio quando i redditi considerati dall’Istituto non corrispondono a quelli effettivamente percepiti o dichiarati. Al termine dell’istruttoria, la sede Inps deve comunicare al pensionato l’esito definitivo della verifica e l’eventuale nuovo importo da restituire.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963