Mutui in ripresa grazie a tassi favorevoli, domanda su del 12% e surroghe in aumento

I mutui tornano a crescere in Italia. Più surroghe, importi medi in aumento e famiglie più prudenti nel 2026: tutti i dati del Crif

Pubblicato:

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il mercato del credito immobiliare italiano ha vissuto nel 2025 un anno di grande ripresa, segnando una svolta dopo il periodo di stasi legato ai rialzi dei tassi. La domanda di mutui da parte delle famiglie italiane ha mantenuto nel 2025 una tendenza positiva, con una crescita media annua del +12%. Lo afferma il Barometro Crif, elaborato sui dati del Sistema di Informazioni Creditizie Eurics.

Il report mostra un picco a gennaio 2025 (+26,8%), seguito da un progressivo rallentamento, che ha portato il mercato a stabilizzarsi su livelli comunque robusti.

Acquisti e surroghe, i due motori della crescita

La ripresa è stata alimentata da due fattori principali. Da un lato, le famiglie hanno colto al volo il miglioramento delle condizioni di finanziamento, legato soprattutto all’evoluzione dei tassi di riferimento della Bce. Dall’altro, il mercato è stato trainato da un’intensa attività di ristrutturazione del debito.

Nel periodo gennaio-settembre 2025, le operazioni di surroga sono cresciute del +37,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che racconta la volontà degli italiani di alleggerire l’onere della rata. L’obiettivo è rimodulare i mutui stipulati negli anni dei tassi più alti per cogliere nuove opportunità di risparmio.

Importi, durata e fasce d’età

Ma come si compone, nel dettaglio, questa domanda di mutuo e surroga? Per quanto riguarda gli importi, la richiesta si concentra nelle fasce medio-alte. Il 31% è nella fascia 100.000 – 150.000 euro, e il 30,6% in quella 150.000 – 300.000 euro. Solo il 5,5% supera i 300.000 euro.

L’importo medio complessivo ha comunque segnato un +3,4%, attestandosi a 153.379 euro, con punte a dicembre (155.504 euro) e giugno (155.107 euro). Di seguito, la distribuzione delle richieste per importo nel 2025:

La distribuzione per durata evidenzia una chiara preferenza per la fascia 25-30 anni, pari al 42,4% delle richieste. Il 6,7% supera addirittura la soglia dei 30 anni.

Il cuore pulsante del mercato è la popolazione in età da prima casa. Oltre un richiedente su due ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre il 21,6% appartiene alla fascia 45-54 anni.

Cosa aspettarsi dal 2026?

Guardando all’anno in corso, gli analisti di Crif ipotizzano uno scenario di transizione. La fase di slancio eccezionale supportato dalla politica monetaria sembra essersi esaurita; non si prevede però un arresto, ma una nuova fase. Spiega Simone Capecchi, Executive Director di Crif:

Se da un lato la politica monetaria della Bce ha esaurito la sua spinta espansiva, dall’altro lato il progressivo consolidamento finanziario delle famiglie agirà da contrappeso, alimentando una domanda di mutui che resterà positiva, seppur mantenendo un approccio prudente. Nel complesso, la qualità del credito rimarrà buona, con indicatori di rischio contenuti

La parola d’ordine per il 2026 sarà quindi “prudenza“. Ci si aspetta una crescita più moderata rispetto ai picchi del 2025, ma comunque sostenuta dalla capacità finanziaria delle famiglie, pronte a valutare nuovi investimenti immobiliari.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963