Casa vacanza in montagna, sempre più stranieri in Italia per qualità-prezzo

Nel 2025 aumenta la domanda di case vacanza in montagna, con un ruolo crescente degli acquirenti stranieri. Le tipologie più richieste

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Il mercato delle case vacanza continua a rappresentare una componente rilevante delle compravendite immobiliari in Italia. All’interno di questo segmento, le località di montagna mostrano una tenuta significativa, pur in un contesto di maggiore selettività della domanda. Secondo i dati dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nel primo semestre del 2025 il 44,3% delle compravendite concluse nelle località montane a vocazione turistica ha riguardato immobili destinati a casa vacanza.

Una quota leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti, ma che conferma l’interesse per questo tipo di abitazioni. La montagna continua infatti a essere percepita come una destinazione adatta sia all’uso personale sia all’investimento

Le tipologie più richieste nelle località montane

La tipologia abitativa preferita da chi acquista una casa vacanza in montagna è il trilocale, che rappresenta il 40% delle compravendite. Si tratta di una soluzione considerata equilibrata in termini di spazio, gestione e potenziale redditività, adatta sia a nuclei familiari sia a gruppi di turisti.

Seguono i bilocali, che coprono il 22% delle transazioni, spesso scelti come investimento puro o come seconda casa per soggiorni brevi. Le soluzioni indipendenti e semindipendenti incidono per il 18%, una quota più contenuta rispetto ad altre tipologie turistiche, anche per i costi di gestione generalmente più elevati.

Un dato in crescita riguarda gli immobili di dimensioni più ampie: le compravendite di quattro locali sono salite al 10%, in netto aumento rispetto all’anno precedente. Questo segnala un ritorno di interesse per abitazioni destinate a un utilizzo familiare più stabile o a locazioni di fascia medio-alta.

Chi compra la casa vacanza in montagna

Gli acquirenti delle case vacanza in montagna appartengono prevalentemente alle fasce di età centrali. La quota più elevata riguarda i soggetti tra 35 e 44 anni, che rappresentano il 31,4% delle compravendite. Seguono gli acquirenti tra 45 e 54 anni, con il 27,5%.

Le famiglie incidono per l’88,2% degli acquisti, mentre la presenza di single resta marginale, pur mostrando un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma come la casa vacanza in montagna venga spesso acquistata con una prospettiva di utilizzo condiviso e di medio-lungo periodo.

Mutui limitati, prevale l’acquisto con capitale proprio

Anche nelle località montane la maggior parte delle compravendite si conclude senza ricorrere al mutuo. Nel primo semestre del 2025 l’84,3% degli acquisti di case vacanza in montagna è avvenuto senza finanziamento bancario. Solo il 15,7% delle transazioni è stato supportato da un mutuo, una quota comunque in aumento rispetto all’8,3% registrato nello stesso periodo del 2024.

Il dato indica una disponibilità di liquidità relativamente elevata tra gli acquirenti e una maggiore prudenza nell’assunzione di debito, soprattutto per immobili non destinati ad abitazione principale.

Cresce l’interesse degli acquirenti stranieri

Uno degli elementi più rilevanti del 2025 è la crescita della domanda estera nel comparto delle case vacanza. Se nel mercato complessivo delle seconde case gli acquirenti stranieri raggiungono il 15,9%, nelle località montane la loro incidenza è più contenuta, ma comunque significativa, attestandosi al 5,9%.

Gli stranieri che investono in Italia provengono soprattutto da Germania, Austria, Francia, Regno Unito, Stati Uniti ed Europa dell’Est. La montagna italiana viene scelta per il rapporto qualità-prezzo, per la varietà dei territori e per una percezione di maggiore autenticità rispetto ad altre destinazioni turistiche più congestionate.

Non si tratta solo delle località più note, ma anche di borghi montani e aree secondarie, dove i prezzi restano più accessibili e il potenziale di rivalutazione è considerato interessante nel medio periodo.

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