Migliaia di voli cancellati a causa del caro carburanti, chi non parte quest’inverno  

easyJet toglie 1,4 milioni di posti e Ryanair sfoltisce i voli infrasettimanali: rimborso, volo alternativo e compensazione quando spettano

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Voli cancellati, sospesi e centinaia di migliaia di posti in meno nei programmi invernali delle compagnie aeree. Il caro carburanti torna a pesare sul trasporto aereo europeo e costringe i principali vettori low cost a rivedere le proprie strategie per la stagione invernale 2026 2027. Lo scopo è quello di contenere i costi e limitare le perdite sulle tratte che rischiano di diventare meno redditizie.

Quali compagnie stanno già cancellando i voli

Tra le compagnie che stanno rivedendo la propria capacità figura easyJet. L’amministratore delegato Kenton Jarvis ha annunciato un’ulteriore riduzione di 700.000 posti nella programmazione invernale. Considerando un precedente e simile intervento della compagnia, , di dimensioni analoghe, il taglio complessivo arriva a circa 1,4 milioni di posti.

In questo caso, la capacità programmata viene eliminata dall’offerta, quindi questo non vuol dire necessariamente che milioni di passeggeri già in possesso di un biglietto dovranno cambiare i loro piani. L’azienda sembra voler puntare sulle rotte che dispongono di numerosi collegamenti nella stessa giornata (dove eliminare una partenza può risultare meno problematico rispetto a una tratta servita una sola volta al giorno).

Ryanair invece, che rientra tra le compagnie che hanno annunciato la riduzione dei voli nella stagione invernale per via del caro carburanti, ridurrà la capacità nei periodi in cui la domanda è tradizionalmente più debole. Dopo la cessazione delle attività di volo in 13 aeroporti, i prossimi interventi interesseranno anche i voli infrasettimanali e le partenze di gennaio. Per esempio, i voli da Londra Stansted e Palma di Maiorca in partenza il martedì e il mercoledì saranno eliminati a partire dalla seconda settimana di novembre e fino alla settimana precedente il Natale.

Come è stato spiegato, le destinazioni balneari possono registrare un forte interesse nei mesi estivi e una flessione nei mesi più freddi. Quindi impiegare aeromobili per collegamenti come questo, in presenza di costi del carburante più elevati, rischia di non generare ricavi sufficienti.

Di quanto sono aumentati i prezzi per le compagnie aeree

Il prezzo del carburante per l’aviazione ha raggiunto i 196 dollari al barile. Rispetto all’inizio del 2026, quando la quotazione si manteneva sotto i 100 dollari, il costo di mercato risulta approssimativamente raddoppiato, secondo i dati dell’International air transport association (Iata).

Anche se le compagnie ricorrono ai cosiddetti fuel hedging – accordi che consentono di bloccare il prezzo di una parte degli acquisti futuri di carburante – la protezione non è illimitata. Perché con questo tipo di contratti si possono fissare i costi di una quota del fabbisogno annuale, mentre la parte restante rimane esposta alle condizioni di mercato la parte restante. Inoltre, la copertura può riguardare periodi differenti e perdere progressivamente efficacia quando i contratti arrivano a scadenza.

È proprio questo uno degli aspetti che preoccupa i vettori in vista dell’inverno. Anche se una parte del carburante è stata acquistata a prezzi precedentemente concordati, la quota esposta ai rincari può rendere meno convenienti le rotte caratterizzate da una domanda debole.

Quali sono i diritti dei passeggeri

In base alle tutele previste dal regolamento europeo 261/2004 – applicabile in situazioni come la cancellazione improvvisa di un volo o l’imbarco negato per overbooking – la compagnia aerea è tenuta a garantire al passeggero il rimborso totale del biglietto o un trasporto alternativo per raggiungere la destinazione.

In base alla normativa Ue, inoltre:

Nei casi di cancellazione del volo con meno di 14 giorni di preavviso spetta poi il diritto alla compensazione pecuniaria, un indennizzo economico fisso che la compagnia aerea deve versare al passeggero per il disagio subito, indipendentemente dal rimborso del biglietto o dall’assistenza ricevuta.

L’ammontare della compensazione è stabilito per legge, varia in base alla lunghezza della tratta ed è pari a:

Non è dovuta se la cancellazione dipende da circostanze eccezionali che non avrebbero potuto essere evitate anche adottando tutte le misure ragionevoli.

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