Accise sulla birra, la Manovra taglia il carico fiscale e AssoBirra ringrazia

La Legge di Bilancio del Governo Meloni riduce le accise sulla birra per il biennio 2026-2027. La soddisfazione di AssoBirra

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

La riduzione delle accise sulla birra entrata nella Legge di Bilancio 2026 è diventata operativa per il biennio 2026-2027.

Si tratta di un intervento relativamente limitato sul piano quantitativo, ma significativo per gli operatori del settore.

Birra e fisco, riduzione delle accise

Il comma approvato prevede l’abbassamento dell’aliquota da 2,99 a 2,98 euro per ettolitro e per grado-Plato.

Si tratta di una variazione minima in valore assoluto, ma che arriva dopo due anni complessi per il settore e dopo un confronto istituzionale intenso, portato avanti da AssoBirra nel corso dell’iter della Manovra.

L’associazione accoglie la misura come un primo segnale di attenzione verso una filiera che, secondo i dati forniti, genera oltre 10 miliardi di euro annui di valore condiviso e contribuisce alla fiscalità generale per circa 4 miliardi di euro l’anno.

Il comparto birrario italiano si caratterizza per un forte effetto moltiplicatore lungo la catena del valore. Dall’agricoltura (con la coltivazione di orzo distico e l’avvio di progetti legati al luppolo nazionale) alla produzione industriale, fino alla distribuzione e al canale del fuoricasa, la birra rappresenta un ecosistema economico articolato, che coinvolge più di 110.000 occupati tra diretti e indiretti. Ogni addetto alla produzione, secondo le stime del settore, attiva decine di posti di lavoro lungo la filiera. Si ricorda poi come il business della sola degustazione della birra vale 92.000 posti di lavoro.

Il settore della birra e le sue criticità

Negli ultimi anni, tuttavia, questo equilibrio è stato messo sotto pressione. Tra il 2024 e il 2025 il settore ha registrato una flessione di consumi, produzione ed export, in un contesto segnato dall’aumento delle accise, dalle spinte inflattive e dalla progressiva erosione del potere d’acquisto delle famiglie. L’accisa sulla birra, per sua natura, incide direttamente sul prezzo finale: nei formati più popolari può arrivare a rappresentare fino al 40% del prezzo al consumo, mentre per una birra media alla spina pesa per circa 80 centesimi.

È in questo quadro che va letta la riduzione prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Non una misura espansiva in senso stretto, ma un intervento di alleggerimento fiscale che punta a migliorare la competitività delle imprese, soprattutto in una fase in cui il confronto con i principali mercati europei resta centrale. AssoBirra sottolinea da tempo la necessità di un allineamento del quadro fiscale italiano a quello comunitario, ritenuto più favorevole allo sviluppo del settore.

Secondo l’associazione, liberare anche margini limitati di risorse può favorire investimenti in innovazione, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e occupazione. Un approccio che guarda al medio-lungo periodo e che richiama le esperienze del passato recente: tra il 2017 e il 2022, le precedenti riduzioni dell’aliquota avevano accompagnato una crescita dei consumi, della produzione nazionale e delle coltivazioni legate alla filiera brassicola.

Il commento di AssoBirra

Il commento di Federico Sannella, presidente di AssoBirra:

Accogliamo con particolare favore questo intervento che riconosce il valore economico, sociale e industriale della filiera birraria. È una misura che rafforza la capacità del settore di affrontare le sfide della transizione sostenibile e di continuare a contribuire allo sviluppo del Paese e dell’intero sistema economico nazionale.

La misura approvata si inserisce inoltre in un contesto normativo che, già con la Legge di Bilancio 2025, aveva introdotto una riduzione pluriennale delle accise per i piccoli birrifici fino a 60.000 ettolitri annui. Un intervento mirato, che ha interessato una quota limitata della produzione complessiva, ma che ha segnato un riconoscimento del ruolo crescente dell’artigianato brassicolo.

Il nodo della fiscalità della birra

Dal punto di vista istituzionale, AssoBirra evidenzia il valore del dialogo trasversale che ha accompagnato l’approvazione dell’emendamento, sostenuto da forze politiche di maggioranza e opposizione. Un elemento che rafforza la lettura della riduzione delle accise come scelta condivisa, più che come misura di parte. Resta aperta la questione di una riforma più strutturale della fiscalità sulla birra.

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