Congedo paritario per madri e padri lavoratori bocciato, cos’è e chi ne avrebbe beneficiato

La proposta di legge per riequilibrare i congedi tra padri e madri in caso di nascita di un figlio, firmata da Elly Schlein, è stata respinta dalla maggioranza per mancanza di risorse

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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La maggioranza che sostiene il Governo Meloni alla Camera ha respinto la proposta di legge, firmata da Elly Schlein e sostenuta dall’opposizione unita, di riequilibrare i congedi parentali, di maternità e di paternità, in modo che permettessero ai padri di rimanere per più tempo lontani dal posto di lavoro nel periodo della gestazione e della nascita di un nuovo figlio.

I partiti di maggioranza sostengono che i 3,7 miliardi di euro di spese aggiuntive stimati per sostenere la norma siano troppi per le casse dello Stato e per il bilancio, piuttosto conservativo, elaborato dal Governo all’interno della Manovra finanziaria.

La Camera ha bocciato il congedo paritario

Con un voto alla Camera dei Deputati, la maggioranza ha bocciato la legge sostenuta dall’opposizione e firmata dalla segretaria del Pd Elly Schlein per riequilibrare i congedi dal lavoro per i genitori di figli appena nati o in procinto di nascere. I partiti di destra che sostengono il Governo avevano chiesto alla Ragioneria di Stato, l’organo che si occupa di verificare quanto costano le misure votate dal Parlamento, di stimare il costo della proposta.

La Ragioneria di Stato aveva risposto che la riforma sarebbe costata 3,7 miliardi di euro nel 2026 e che i costi sarebbero saliti a 4,5 miliardi di euro nel 2027. Cifre molto alte se si pensa che la Manovra finanziaria per quest’anno ha spostato meno di 20 miliardi di euro nel bilancio dello Stato. I tecnici hanno anche spiegato che la legge non chiariva quali sarebbero state le coperture.

Di conseguenza, per mancanza di fondi, la maggioranza ha bocciato la norma. La segretaria del Pd ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di intervenire. Le opposizioni hanno attaccato la maggioranza, affermando che il voto non ha dato loro tempo di trovare nuove coperture nel bilancio.

Come funzionano i congedi di maternità, paternità e parentali

In Italia i congedi per le persone che stanno per avere un figlio o che lo hanno appena avuto sono di tre tipi:

Molti contratti collettivi nazionali portano la retribuzione all’80% della maternità al 100% tramite contributi aziendali.

Come sarebbero cambiati i congedi con la legge bocciata

La legge proposta dalle opposizioni avrebbe cambiato radicalmente questo sistema, con l’idea di dare molti più mesi di congedo ai padri rispetto a quanti ne abbiano con il sistema attuale. Il congedo parentale sarebbe rimasto uguale, ma sarebbero cambiati maternità e paternità.

In particolare, i padri avrebbero potuto usufruire di un congedo di 5 mesi, spendibili fino a 18 mesi dopo la nascita del figlio. L’indennità sarebbe stata sempre del 100%, così come sarebbe stata aumentata al 100% anche quella della maternità.

La legge oggi in vigore riguarda inoltre solo i dipendenti. Quella proposta dalle opposizioni avrebbe assicurato permessi anche per gli autonomi, che oggi hanno solo un congedo non obbligatorio per le madri e nessuna tutela per i padri.

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