Aumento stipendi personale ATA, a chi spetta l’importo extra a febbraio

Bonus una tantum ATA nel cedolino di febbraio 2026: da 84,40 a 270,70 EURO. Requisiti e modalità di pagamento per personale di ruolo e supplenti

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il 2026 si apre con una buona notizia per il personale ATA. Dopo anni di attese e rinnovi contrattuali complessi e a seguito degli adeguamenti tabellari di gennaio, nel cedolino di febbraio 2026 è prevista l’erogazione di una somma una tantum. 

Aumento stipendi personale ATA a febbraio 2026: come funziona l’una tantum

Nel cedolino di febbraio 2026 arriva la somma prevista dall’articolo 16 del CCNL Istruzione e Ricerca, recentemente rinnovato. L’accredito sarà riconosciuto direttamente perché il sistema informatico NoiPA ha già provveduto all’adeguamento automatico delle anagrafiche stipendiali in seguito alla firma definitiva del contratto avvenuta presso l’Aran.

In particolare, il riconoscimento è automatico per i dipendenti che rispettano due condizioni fondamentali:

Infatti, la somma è considerata una sorta di compensazione per il ritardo nel rinnovo del CCNL, calcolata secondo l’articolo 16 del CCNL, che stabilisce un’erogazione forfettaria per coprire il periodo di vacanza contrattuale (il tempo trascorso tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo). La variazione dell’importo dipende esclusivamente dall’inquadramento professionale: più è elevata l’area di appartenenza, maggiore è il valore dell’indennità una tantum riconosciuta.

Nel dettaglio, per il personale ATA a tempo pieno, gli importi sono i seguenti:

In caso di rapporto di lavoro part-time, le stesse cifre vanno riparametrate. Per esempio, chi lavora il 50% del totale d’ore, riceverà metà dell’importo previsto.

Pagamenti differenziati: ruolo, supplenze annuali e supplenze brevi

Il sistema NoiPA completa l’applicazione del contratto con modalità differenziate tra personale di ruolo e le supplenze.

Il personale di ruolo, in linea generale, riceve l’importo direttamente nel cedolino ordinario di febbraio. Per i supplenti annuali (30 giugno – 31 agosto), l’erogazione segue criteri analoghi, purché siano rispettati i requisiti contrattuali previsti. Per i supplenti brevi, invece, la situazione può essere più articolata, soprattutto nei casi in cui il contratto sia cessato o sia stato stipulato in periodi specifici. Infatti, se un collaboratore scolastico o un assistente ha lavorato con più contratti brevi durante il periodo di vacanza contrattuale, il sistema deve sommare i singoli periodi per calcolare la quota esatta di una tantum spettante.

Inoltre, spesso i supplenti brevi non ricevono il cedolino ordinario il 23 del mese, ma dipendono dalle “emissioni speciali” per la scuola. Se il contratto è scaduto, ad esempio, a fine gennaio 2026 e a febbraio l’ATA non è in servizio, il pagamento non può avvenire sul cedolino ordinario. In questo caso il sistema dovrà generare un pagamento arretrato per “personale non più in servizio”. In ogni caso, se si rientra tra gli aventi diritto, è probabile che la somma extra venga pagata con un’emissione dedicata tra marzo e aprile 2026, separata dallo stipendio base.

Cosa controllare nel cedolino

Per evitare errori o incomprensioni, è opportuno che il personale ATA verifichi attentamente il cedolino di febbraio 2026. In particolare, è utile controllare la presenza della voce relativa all’una tantum e l’importo lordo indicato, ma anche eventuali riduzioni legate al part-time e la corretta applicazione delle trattenute fiscali.

In caso di mancato accredito, è consigliabile verificare prima il possesso dei requisiti contrattuali. Solo successivamente, se si ritiene di rientrare nei casi previsti, si potrà richiedere chiarimenti attraverso i canali di assistenza o rivolgendosi alla segreteria scolastica.

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