Bolla AI, la Bce avverte l’Europa: famiglie, fondi pensione e assicurazioni esposti al Tech Usa

La Bce mette sotto osservazione le Big Tech AI e avverte della forte correzione all'euro attraverso fondi pensione, Etf e assicurazioni

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Del rischio che scoppi la bolla dell’intelligenza artificiale (vera o presunta) se ne parla da mesi, ma adesso si muove anche la Banca centrale europea.

Si fa il punto in uno studio pubblicato sul blog della Bce, firmato dagli economisti Malin Andersson, Johannes Breckenfelder, Stefano Corradin, Kalin Nikolov e Maria Antonietta Viola.

Bce: boom dell’AI o nuova bolla dot-com?

L’analisi prende in esame il forte rialzo delle società legate all’intelligenza artificiale e soprattutto le conseguenze che una loro eventuale brusca correzione potrebbe avere sull’economia europea.

Il punto più delicato riguarda il risparmio delle famiglie dell’area euro: secondo le stime, l’esposizione delle famiglie europee ai titoli tecnologici statunitensi riconducibili alle cosiddette Magnifiche Sette raggiunge circa 440 miliardi di euro. A questa cifra si aggiungono le posizioni rilevanti detenute da compagnie assicurative e fondi pensione. Nel gergo giornalistico, per “Magnifiche Sette” ci si riferisce a Microsoft, Nvidia, Alphabet, Apple, Meta, Tesla e Amazon.

Il ragionamento degli economisti della Bce parte da un dato: le valutazioni dei mercati azionari statunitensi sono vicine ai massimi storici. Ed anche le Borse dell’area euro hanno registrato una crescita, sebbene più contenuta. A sostenere le quotazioni è soprattutto l’enorme aspettativa sulle capacità dell’intelligenza artificiale di trasformare l’economia e aumentare i profitti delle aziende che la sviluppano o la utilizzano.

Ma proprio qui nasce il dubbio: gli investitori stanno pagando prezzi elevati perché prevedono una trasformazione economica di portata eccezionale oppure si sta ripetendo uno schema già visto in passato?

Gli economisti ricordano alcuni precedenti storici, tra i quali il boom ferroviario dell’Ottocento, la diffusione dell’elettricità e della radio negli anni Venti e, più recentemente, la corsa delle società internet negli anni Novanta. In tutti questi casi una tecnologia realmente innovativa ha attirato enormi quantità di capitale. Le aspettative sono cresciute rapidamente, così come le valutazioni delle aziende interessate. Poi, però, è arrivata la brusca correzione.

Attenzione: gli economisti ritengono che la svolta AI possa essere realmente trasformativa, ma i dubbi riguardano il prezzo che il mercato sta attribuendo oggi a questa trasformazione.

Esposizione degli investitori Ue

Secondo l’analisi della Bce, come detto, gli investitori stanno assumendo una forte esposizione alla tecnologia americana anche quando non acquistano direttamente le singole azioni: “Le famiglie dell’area euro, che investono sempre più in Etf a basso costo hanno un’esposizione di circa 440 miliardi in titoli tecnologici statunitensi, senza essere necessariamente consapevoli del rischio di concentrazione associato”.

Per fare un esempio, una famiglia europea investe i risparmi in un Etf contenente centinaia di aziende, che tradizionalmente performa bene, e si ritrova pesantemente esposta alle Big Tech statunitensi che hanno pesantemente puntato sull’intelligenza artificiale. Secondo lo studio, un’esposizione di entità simile riguarda compagnie assicurative e fondi pensione. Da qui le preoccupazioni degli economisti.

Il timore della Bce nasce dalla possibilità che una forte correzione si trasformi in una fase più ampia di instabilità finanziaria, con migliaia di famiglie che vedono sfumare parte dei risparmi investiti.

I fondi di investimento

Ma c’è anche un timore parallelo, correlato ai fondi di investimento. Se le quotazioni delle grandi società tecnologiche dovessero crollare e contemporaneamente aumentassero le richieste di rimborso da parte degli investitori, i fondi potrebbero essere costretti a vendere parte degli asset presenti nei loro portafogli per reperire liquidità. La vendita potrebbe riguardare non soltanto azioni tecnologiche, ma anche obbligazioni e altri strumenti finanziari. Si potrebbe così creare una sequenza di vendite e ulteriori ribassi.

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