Rischio Listeria, richiamato lotto di provolone senza lattosio a fette

Consilia ha avviato il richiamo di un lotto di Provolone a fette senza lattosio per la possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Nuova allerta alimentare per rischio microbiologico: il marchio Consilia ha comunicato il richiamo alimentare di un lotto di Provolone leggermente piccante senza lattosio a causa della possibile presenza di Listeria monocytogenes.

L’avvertenza per i consumatori è tassativa: non consumare il prodotto dal momento che la Listeria può causare gravi tossinfezioni alimentari.

Richiamo di provolone Consilia a fette

La confezione di provolone può essere riportata nel punto vendita di acquisto e l’esercente provvederà al rimborso o a un cambio alla pari.

Qui di seguito i dettagli del prodotto e del lotto interessati per procedere alla verifica:

Si sottolinea che solo e unicamente il lotto specificato è interessato dal richiamo alimentare, mentre tutti gli altri devono essere considerati sicuri.

Si specifica che tutti i supermercati sono stati informati del richiamo alimentare, per cui è altamente improbabile trovare il lotto segnalato ancora in vendita. In ogni caso, si raccomanda ai clienti di verificare con attenzione.

La rimozione di un prodotto dagli scaffali dei supermercati in seguito a un richiamo alimentare non deve far dubitare della serietà dell’azienda produttrice: nella filiera della produzione degli alimenti casi come questi possono capitare. Al contrario, la notizia di un richiamo è la prova che i sistemi di controllo funzionano.

Consilia
Allerta Listeria: richiamato un lotto di Provolone Consilia senza lattosio.

Listeria monocytogenes e listeriosi

La listeriosi è un’infezione di origine alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) spiega che il batterio Gram-positivo Listeria monocytogenes è ubiquitario, cioè è presente nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. La sua resistenza a diverse condizioni, inclusa la capacità di crescere a temperature di refrigerazione, lo rende un pericolo per i prodotti alimentari.

L’infezione avviene in via principale tramite l’ingestione di cibo contaminato. Gli alimenti a maggiore rischio di contaminazione includono pesce affumicato, formaggi, paté e carni fredde, vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato.

Trattamenti termici (cottura, pastorizzazione) eliminano il batterio, perciò è fondamentale prevenire ogni contatto tra alimenti crudi e già cotti e assicurarsi che il frigorifero mantenga una temperatura inferiore ai 4 gradi.

Sintomi della listeriosi

I disturbi legati alla listeriosi possono presentarsi sotto modalità differenti. La manifestazione più frequente è una gastroenterite acuta accompagnata da febbre, tipica delle infezioni alimentari, che compare solitamente poche ore dopo il consumo di cibi contaminati da Listeria monocytogenes. Nelle persone che godono di buona salute l’infezione tende a risolversi spontaneamente entro pochi giorni.

Nei casi più gravi, però, l’infezione può portare a complicanze importanti come meningiteencefalite o setticemia. In questi casi il periodo di incubazione può essere molto lungo, anche di mesi.

Nelle donne in gravidanza la listeriosi può provocare aborto spontaneo, morte fetale intrauterina, parto pretermine e gravi infezioni neonatali. L’infezione può insorgere in qualsiasi fase della gestazione, ma è più frequente nel terzo trimestre.

Come sottolinea l’Iss, la listeriosi è meno comune rispetto ad altre tossinfezioni alimentari, come la salmonellosi, ma può presentarsi con quadri clinici severi e un elevato tasso di mortalità nei soggetti più fragili, in particolare:

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