Ora solare 2026, quando tornano indietro le lancette: sfuma ancora l’ora legale permanente

Dopo la petizione da 352.000 firme, l'indagine alla Camera si è arenata: nella notte tra 24 e 25 ottobre si tornerà comunque all'ora solare

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

L’Italia sembrava davvero a un passo dall’addio al cambio dell’ora, abbracciando l’ora legale permanente. Di fatto un’ora in più di luce la sera per tutto l’anno. Un tema tornato con forza in Parlamento a inizio 2026, spinto da una petizione da 352mila firme e da un’indagine conoscitiva alla Camera.

Siamo però giunti a settembre e di quel percorso non è rimasto quasi nulla. L’intero iter si è arenato, senza documento finale o proposta di legge. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 le lancette torneranno comunque indietro, riportando l’ora solare. Di fatto un giorno prima rispetto all’anno scorso.

Un’occasione mancata o forza soltanto rinviata, anche se ormai, giunti a questo punto, è davvero difficile credere alle promesse politiche relative a questa trasformazione.

Addio ora solare, i vantaggi per l’Italia

Tutto ha avuto inizio con una richiesta di indagine conoscitiva presentata alla fine del 2025 dal deputato Andrea Barabotti (Lega), insieme con la Società italiana di medicina ambientale e al Consumerismo No Profit. Il tutto accompagnato da una petizione, come detto.

L’11 marzo 2026 la Commissione Attività produttive della Camera ha dato il via libera all’indagine, fissando al 30 giugno 2026 il termine per il documento conclusivo. Un primo passo cruciale verso un’eventuale proposta di legge. In primavera sono poi partite le audizioni di esperti, associazioni e categorie, ma la scadenza è infine trascorsa senza alcun aggiornamento. A oggi, infatti, non risultano calendarizzate nuove audizioni. L’iter è di fatto insabbiato.

Considerando come ogni anno, ormai, si torni a discutere di questo tema, è normale chiedersi perché tanti spingano verso l’ora legale permanente. Il primo argomento è sempre quello del risparmio energetico. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha fatto risparmiare all’Italia oltre 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro.

L’addio all’ora solare garantirebbe inoltre altri benefici legati a 1h di luce extra, connessi a:

Ognuno di noi, di fatto, ne beneficerebbe, considerando il benessere psicofisico dato da una maggiore esposizione alla luce solare. Occorre segnalare, però, che il vantaggio energetico va assottigliandosi. Nel 2025, infatti, il risparmio è stato di circa 310 milioni di kWh, meno dei 340 milioni del 2024, meno dei 340 milioni del 2024 e dei 370 del 2023. Non a caso i sindacati lo giudicano ormai marginale e segnalano rischi per i settori che lavorano all’aperto, come agricoltura ed edilizia.

La spinta della Spagna e il nodo europeo

La questione dell’addio all’ora solare non riguarda però solo l’Italia, anzi. Il dibattito ha raggiunto il cuore politico dell’Europa in più occasioni. Sul finire del 2025 la Spagna di Sanchez ha riacceso il tutto, rilanciando la proposta di superare il cambio d’ora a partire dal 2026.

Si può parlare di un vero e proprio fronte dei Paesi del Sud Europa, che vede nell’ora legale tutto l’anno più luce e maggiore attrattiva turistica. Il vero ostacolo, però, resta europeo. Già nel 2018 una consultazione pubblica della Commissione Ue aveva coinvolto 4,6 milioni di cittadini. Il dato era stato sorprendente, con l’84% favorevole all’abolizione del cambio. Nel 2019, poi, il Parlamento europeo si era espresso a favore. Da allora, però, tutto è bloccato per la mancanza di un accordo tra gli Stati membri. Di fatto, senza un coordinamento comune, una scelta unilaterale rischierebbe di creare un mosaico di fusi orari nel mercato unico.

Ora solare 2026: quando sistemare l’orologio

Ogni decisione è stata dunque frenata e l’indagine citata rischia seriamente di restare insabbiata per sempre. Qualcosa di già accaduto in passato, del resto. Nel frattempo, dunque, per i cittadini non cambia nulla. Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 si torna all’ora solare, spostando le lancette di un’ora indietro.

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