Indennità antitubercolari 2026, via agli aumenti: i nuovi importi Inps aggiornati

L'Inps aggiorna gli importi delle indennità antitubercolari. Cosa cambia e a quanto ammonta l'aumento

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Claudio Cafarelli

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Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Nel 2026 cambiano gli importi delle indennità antitubercolari riconosciute dall’Inps agli assicurati e ai loro familiari. Nella circolare n. 2 del 15 gennaio 2026 vengono rese note le variazioni legate alla perequazione del trattamento minimo delle pensioni e l’adeguamento delle prestazioni economiche previste per chi beneficia delle tutele contro la tubercolosi.

Come funzionano le indennità antitubercolari

Le indennità antitubercolari sono un sostegno economico specifico per gli assicurati colpiti da tubercolosi e per alcune categorie di familiari e pensionati ammessi alle prestazioni.

La normativa collega in modo diretto questi importi all’andamento del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Questo meccanismo fa sì che ogni aggiornamento delle pensioni si rifletta automaticamente anche sulle indennità, garantendo un adeguamento periodico al costo della vita.

Gli aumenti previsti dal 1° gennaio 2026

Per il 2026, l’incremento applicato agli importi è pari all’1,4% a decorrere dal 1° gennaio. Tale variazione tiene conto anche del valore definitivo della perequazione per il 2024 e di quella provvisoria per il 2025, che aveva già determinato un aumento dello 0,8% dall’inizio dell’anno precedente.

Il risultato è un riallineamento complessivo delle prestazioni, che nel 2026 risultano leggermente più elevate rispetto al 2025.

Indennità giornaliera per gli assicurati

L’indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di assicurati passa da 15,80 euro a 16,02 euro. È la misura base riconosciuta durante il periodo di assistenza antitubercolare. L’importo aggiornato rappresenta il valore minimo garantito anche nei casi in cui l’indennità di malattia risulti inferiore per i primi 180 giorni di assistenza: in questa eventualità, viene comunque corrisposta l’indennità antitubercolare nella misura fissa più favorevole.

Le indennità per familiari e pensionati

Anche le indennità destinate ai familiari dell’assicurato, ai pensionati o ai titolari di rendita e ai loro familiari ammessi alle prestazioni registrano un adeguamento secondo la circolare dell’Inps. L’importo giornaliero passa da 7,90 euro a 8,01 euro. L’aumento segue la stessa logica di tutela progressiva e di aggiornamento automatico prevista per tutte le prestazioni collegate al trattamento minimo pensionistico.

Le indennità post-sanatoriali

Le indennità post-sanatoriali, riconosciute al termine del periodo di cura principale, passano da 26,33 euro a 26,70 euro al giorno per gli assistiti in qualità di assicurati.

Per i familiari, pensionati e titolari di rendita ammessi, l’indennità post-sanatoriale giornaliera passa invece da 13,16 euro a 13,35 euro.

È un’indennità pensata per accompagnare la fase di recupero successiva al ricovero o alla terapia intensiva, quando la capacità lavorativa può risultare ancora ridotta.

L’assegno di cura o di sostentamento

Nel 2026 l’importo dell’assegno di cura e di sostentamento aumenta da 106,22 euro a 107,71 euro. Questo assegno è destinato a chi necessita di un supporto continuativo, anche al di fuori delle fasi acute della malattia, e rappresenta una componente stabile del sistema di protezione previsto dalla legislazione antitubercolare.

Cosa devono sapere i beneficiari

Per chi già percepisce le indennità antitubercolari non è necessario presentare nuove domande: l’adeguamento degli importi avviene automaticamente. È invece utile verificare, tramite i canali Inps, che le somme corrisposte riflettano i nuovi valori in vigore dal 1° gennaio 2026. In particolare, per gli assicurati che ricevono anche l’indennità di malattia, resta importante il principio di salvaguardia che assicura il pagamento dell’importo più favorevole.

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