Nel decreto Bollette arriva la svolta per il telemarketing “aggressivo”. Se le iniziative finora adottate non hanno prodotto nulla, il nuovo passaggio che modifica il Codice del Consumo e introduce il divieto generale di telemarketing per luce e gas potrebbe invece fare la differenza. Il settore delle telecomunicazioni e dei call center denuncia il rischio di discriminazione, mentre le associazioni dei consumatori si dicono soddisfatte perché attendevano una simile operazione da molto tempo.
Con la modifica del Codice del Consumo cosa cambia davvero? In poche parole non sarà più possibile proporre contratti al telefono o via messaggio. Simili iniziative sono da considerarsi nulle e le aziende dovranno chiamare da numeri identificabili.
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Ok al decreto Bollette: cosa cambia per il telemarketing
Il decreto Bollette passa. Sul testo è stata inoltre votata la fiducia, con 203 voti favorevoli, 117 voti contrari e due astenuti. Non ci sono modifiche rispetto al testo approvato in commissione e quindi conosciamo le nuove regole per telemarketing e call center.
L’emendamento punta a tutelare i clienti in caso di scorrettezze nella vendita di prodotti luce e gas via telefonica o messaggistica.
Tra le novità:
- contratti stipulati al telefono nulli, se il consumatore non ha dato un consenso preventivo;
- vietato sollecitare i clienti con promozioni telefoniche e con messaggi senza un’autorizzazione a ricevere comunicazioni;
- i numeri telefonici dovranno essere identificabili e riconducibili a un professionista;
- in caso di violazioni, blocco immediato delle linee;
- segnalazione da parte degli utenti al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Contratti nulli
La novità principale è quella in merito ai contratti stipulati via telefono. Questi saranno considerati nulli se il consumatore non avrà dato un consenso preventivo per l’uso dei propri dati a fini commerciali.
In particolare, sono le società energetiche che non potranno più contattare i consumatori con offerte di luce e gas. In assenza di un consenso commerciale chiaro e già espresso, qualsiasi tipo di contratto concluso al telefono sarà considerato nullo sul piano legale.
Sarà infatti vietato sollecitare i clienti con promozioni telefoniche o tramite messaggi e quindi anche proporre contratti.
Restano possibili le chiamate commerciali solo in due casi:
- se c’è una richiesta diretta del cliente con opzioni come il “chiamami subito”;
- nel caso in cui il cliente abbia autorizzato comunicazioni di offerte commerciali.
Solo numeri identificabili
Si aggiunge anche un altro pilastro fondamentale per la difesa dal telemarketing aggressivo, ovvero l’utilizzo di numeri telefonici identificabili e riconducibili alla società.
Di conseguenza non sarà più possibile avere intermediari, come società terze che praticano il “telemarketing aggressivo” e si rendono difficili da segnalare nel caso di controversie.
Quindi, da una parte il contratto sarà nullo in caso di assenza di dati, dall’altra anche le chiamate da parte di numeri non identificabili portano a delle conseguenze, tra le quali il blocco delle linee.
Infatti, in caso di violazione, l’Agcom potrà ordinarne il blocco delle linee e i gestori telefonici dovranno sospendere i numeri considerati “irregolari”.
Attenzione: si rende anche più semplice segnalare al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le chiamate promozionali senza consenso. Basterà quindi indicare il numero da cui proviene la chiamata di “telemarketing aggressivo”.
Il commento delle associazioni di consumatori
Le associazioni di consumatori si dicono soddisfatte. Consumismo No Profit parla di:
Uno tsunami destinato a riscrivere le regole del mercato a favore della trasparenza e della responsabilità dei fornitori.
E sulla stessa linea troviamo anche l’Unione Nazionale dei Consumatori, con la voce del presidente Massimiliano Dona che ricorda il motivo per il quale è giusto mettere un freno ai contratti via telefono:
Per luce e gas è impossibile avere con una telefonata un quadro informativo adeguato. L’argomento è troppo complesso e le variabili sono troppe, anche se l’addetto del call center è corretto, chiaro e preciso.
Le critiche del settore telemarketing
Ma c’è anche chi è insoddisfatto ed è il fronte degli operatori delle telecomunicazioni. Questi sono rappresentati da Asstel, che ha parlato di “emendamenti discriminatori” che impedirebbero di effettuare comunicazioni commerciali verso i clienti.
L’associazione aveva proposto di modificare l’emendamento sul telemarketing, mettendo sullo stesso piano i contratti di energia e quelli delle telecomunicazioni.
Le critiche e le richieste arrivano portando sul tavolo i dati del settore. Questo ha visto ricavi ridotti di oltre il 30% con una perdita intorno ai 14 miliardi di euro. Secondo la Repubblica, la contrazione dei ricavi non ha comunque impedito di investire oltre 114 miliardi di euro tra il 2010 e il 2026, generando una filiera che conta circa 200.000 addetti e investe 7 miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture.