Da decenni i buoni fruttiferi postali rappresentano una delle forme di risparmio e investimento più diffuse in Italia.
Secondo gli ultimi dati comunicati da Poste relativi al 2025, infatti, circa 27 milioni di risparmiatori utilizzano tali prodotti insieme ai libretti postali per far crescere il loro capitale.
Il motivo è che si tratta di strumenti sicuri perché garantiti dallo Stato Italiano. In più sono semplici da utilizzare in quanto non richiedono delle particolari competenze finanziarie e non hanno costi di sottoscrizione. Inoltre, godono di una tassazione agevolata sugli interessi che è del 12,5% rispetto al 26% degli altri strumenti finanziari.
Per non perdere il capitale investito e gli interessi maturati bisogna però prestare attenzione alla prescrizione. Ecco quindi quali buoni si prescriveranno nel 2026.
Indice
Cos’è la prescrizione dei buoni fruttiferi postali
Per prescrizione si intende il termine oltre il quale chi ha dei buoni fruttiferi postali perde il diritto di richiedere il rimborso del capitale investito e degli interessi maturati. Essa si compie dopo 10 anni dalla scadenza del titolo.
Ecco un esempio:
supponiamo di sottoscrivere un buono postale 3×4 di 4.000 euro in data 10 marzo 2026. Considerando che tali titoli durano 12 anni e offrono alla scadenza un rendimento che arriva al 3%, dopo tale periodo si percepiranno 5.490,16 euro come comunica il calcolatore di Poste Italiane. In tale calcolo non è però considerata l’imposta di bollo che si calcola in base alla normativa vigente. Questo buono scade il 10 marzo 2038, significa che dopo questa data non produce più interessi. Va invece in prescrizione dopo 10 anni, esattamente l’11 marzo 2048.
La prescrizione riguarda sia i buoni postali cartacei che quelli dematerializzati.
I primi sono quelli che vengono consegnati fisicamente al risparmiatore per cui vanno conservati con cura perché è necessario presentarli per chiedere il rimborso.
Gli altri, invece, non esistono in forma cartacea in quanto sono registrati elettronicamente. Inoltre, possono essere sottoscritti solo se si ha un conto di regolamento che può essere un libretto di risparmio postale o un conto BancoPosta. Il motivo è che alla scadenza, il capitale maturato insieme agli interessi viene accreditato su di esso per cui non si può chiudere finché un buono è ancora in essere.
Che fine fanno i soldi se i buoni cadono in prescrizione?
Quando i buoni fruttiferi postali cartacei cadono in prescrizione non possono essere riscossi. Tale regola è stata stabilita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ed è riportata anche nel comunicato stampa numero 260 del 30 dicembre 2013.
I titoli cartacei emessi fino al 13 aprile 2001 si prescrivono a favore del Mef se non vengono riscosse entro i 10 anni dalla scadenza. Quelli emessi dal 14 aprile 2001, invece, vengono trasferiti al Fondo dei rapporti dormienti istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
I buoni dematerializzati, invece, come spiegato, sono registrati in formato elettronico e collegati a un conto corrente BancoPosta o a un libretto di risparmio. Alla scadenza, il rimborso avviene infatti in automatico e i soldi finiscono direttamente su tali prodotti per cui non si rischia la prescrizione.
Quali buoni fruttiferi postali scadranno nel 2026?
I buoni postali che scadono nel 2026 ovvero che terminano di produrre interessi sono i seguenti:
- Bfp 3×4 Fedeltà, serie K05 emessa dal 10 giugno 2014 al 31 dicembre 2014;
- Bfp 3 anni Plus, serie TF103A221027emessa dal 2 gennaio 2023 al 5 giugno 2023 e serie TF103A230606 emessa dal 6 giugno 2023 al 4 ottobre 2023;
- Bfp 3×2, serie TF106A190910 emessa dal 2 gennaio 2020 al 7 maggio 2020, serie TF106A200508 emessa dall’ 8 maggio 2020 al 16 luglio 2020, serie TF106A200717 emessa dal 17 luglio 2020 al 5 novembre 2020;
- Bfp 3×4, serie T26 emessa dal 2 gennaio 2014 al 9 gennaio 2014, serie T27 emessa dal 10 gennaio 2014 al 9 febbraio 2014, serie T28 emessa dal 10 febbraio 2014 al 09 marzo 2014, serie T29 emessa dal 10 marzo 2014 al 09 aprile 2014, serie T30 emessa dal 10 aprile 2014 al 09 luglio 2014, serie T31 emessa dal 10 luglio 2014 al 31 dicembre 2014;
- Bfp 3X4 Risparmi Nuovi, serie W01 emessa da 10 giugno 2014 al 9 luglio 2014, serie W02 emessa da 10 luglio 2014 al 31 dicembre 2014;
Bfp Rinnova, serie TF206A200603 emessa dal 3 giugno 2020 al 16 luglio 2020, serie TF206A200717 emessa dal 17 luglio 2020 al 30 luglio 2020; - Bfp dedicati a risparmiatori nati dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2008;
- Bfp ordinari, serie R emessa dal 2 gennaio 1996 al 30 novembre 1996, serie B15 – B16 -B17 -B18 – B19 – B20 – B21 – B22 – B23 – B24 – B25 – B26 emesse dal 2 gennaio 2006 al 31 dicembre 2006.
Tutti i titoli indicati scadranno nella data indicata e poi andranno in prescrizione dopo 10 anni.
Quali buoni invece vanno in prescrizione nel 2026?
Sono i seguenti buoni fruttiferi postali che cadranno in prescrizione quest’anno:
- Bfp 18 mesi, serie D51 emessa dal 1° luglio 2014 al 19 gennaio 2015, serie D52 emessa dal 20 gennaio 2015 al 19 marzo 2015, serie D53 emessa dal 20 marzo 2015 al 30 giugno 2015;
- Bfp 3 anni Plus, serie N10 emessa dal 2 gennaio 2013 al 9 gennaio 2013, serie N11 emessa dal 10 gennaio 2013 al 31 gennaio 2013;
- Bfp a 3 Anni Fedeltà, serie F02-F03-F04-F05-F06-F07-F08-F09 emesse dal 2 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013;
- Bfp Eredità Sicura, serie V05-V06-V07-V08-V09 emesse dal 2 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014;
- Bfprenditalia 3 Anni, serie R03-R04-R05-R06-R07-R08-R09 emesse dal 20 maggio 2013 al 31 dicembre 2013;
- Bfp Risparminuovi, serie L01-L02-L03-L04-L05-L06 emesse dal 10 giugno 2013 al 31 dicembre 2013;
- Bfp dedicati ai minori intestati a risparmiatori nati dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1998;
- Bfp Ordinari, serie P emessa dal 2 gennaio 1985 al 31 dicembre 1985.
Come sapere se i hanno buoni intestati?
Per sapere se si hanno dei bfp intestati o cointestati si può effettuare una verifica presso le Poste. Tale operazione è importante perché evita che essi cadano in prescrizione. Sarebbe quindi utile controllare con periodicità se ci sono dei titoli attivi a proprio nome. Per chiedere la verifica bisogna presentare una domanda presso un qualsiasi ufficio di Poste Italiane.
Non è necessario che esso sia lo stesso nel quale il buono è stato emesso. È però importante fornire quante più informazioni si posseggono per facilitare la richiesta. Ad esempio, la località in cui i titoli sono stati sottoscritti o il periodo approssimativo. In questo modo si aumentano le probabilità di trovare eventuali buoni intestati.
Tale ricerca prevede però il pagamento di una commissione il cui importo varia in base al numero degli uffici postali che sono coinvolti. Il fatto è che potrebbe capitare che i titoli siano stati sottoscritti in città diverse o in filiali diverse rendendo la ricerca più ampia.
Il suggerimento è quello di effettuare subito la richiesta se si pensa di avere dei buoni intestati. Così facendo, infatti, se ci sono titoli attivi, si potranno riscattare e si recupereranno sia la cifra investita sia gli interessi maturati.