Il 28 novembre è terminato il tempo messo a disposizione dal Ministero dei Trasporti ai Comuni per il censimento degli autovelox. Tutti i municipi d’Italia dovevano comunicare i dati precisi degli apparecchi di rilevamento della velocità stradale sulla piattaforma elettronica del Mit entro questa data. I dati sono ora disponibili e possono essere consultati dai cittadini.
Tutti gli autovelox che non sono presenti all’interno di questo elenco sono considerati non registrati. Come sottolineato dalle associazioni dei consumatori, questo significa che le multe emesse attraverso le rilevazioni fatte da questi apparecchi dal 29 novembre sono da considerarsi nulle.
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Il censimento degli autovelox
Oltre ai comuni, i dati degli autovelox potevano essere inseriti sulla piattaforma del Mit anche da altre amministrazioni locali che gestiscono i rilevatori di velocità stradale e dagli organi da cui dipende la polizia stradale. Per ogni apparecchio, gli enti dovevano indicare:
- la marca;
- il modello;
- la versione;
- la matricola, se presente;
- gli estremi del decreto di approvazione o di omologazione;
- la collocazione chilometrica, se posti in una strada che la prevede;
- la direzione di marcia.
Tutti questi dati sono ora disponibili sul sito del Ministero dei Trasporti e quindi chiunque può verificare se il proprio Comune ha o meno comunicato i dati degli autovelox presenti sul suo territorio. Non si tratta però soltanto di un’operazione di trasparenza, ma di un modo per risolvere una questione legale emersa negli ultimi anni, riguardo al procedimento di approvazione o di omologazione degli apparecchi.
La questione dell’approvazione e dell’omologazione
Durante il 2024 e il 2025 alcune sentenze della Cassazione hanno esposto un problema burocratico che ha rischiato di annullare la maggior parte delle multe emesse attraverso la misurazione della velocità da parte di un dispositivo automatico. La legge prevede infatti che gli autovelox siano “omologati“, ovvero che abbiano superato una serie di test che accertino la presenza di determinate caratteristiche.
Il problema è che questi test non sono mai stati stabiliti. La responsabilità sarebbe del Ministero dei Trasporti, che però non ha mai proposto una legge né un decreto ministeriale che provasse a fissare le regole degli autovelox in Italia. Gli apparecchi avevano ricevuto una generica “approvazione“, che i giudici hanno ritenuto non sufficiente.
I tecnici del Mit, a seguito di queste sentenze, hanno stabilito che senza un elenco completo del numero e della tipologia di autovelox presenti in Italia, sarebbe stato impossibile stabilire le regole per l’omologazione. Per questa ragione, alla fine di settembre 2025, il Ministero ha cominciato il censimento.
Multe nulle per gli autovelox non registrati
A partire dal 29 novembre, hanno ricordato diverse associazioni dei consumatori, tutti i comuni, gli enti locali e le forze dell’ordine che non hanno comunicato i dati corretti dei loro autovelox dovranno spegnere gli apparecchi non registrati. Tutte le multe che derivano da rilevazioni fatte da apparecchi non registrati dal 29 novembre sono da considerarsi nulle.
Le multe degli autovelox rappresentano un’entrata molto importante per i Comuni italiani. I dati sono solo parziali, ma tra il 2022 e il 2024 le prime venti città italiane per popolazione hanno incassato da queste contravvenzioni 203 milioni di euro.