Caro petrolio, prezzi più bassi e consumi ridotti: i 10 consigli dell’Aie

Dallo smart working ai limiti di velocità: l'Agenzia Internazionale dell'Energia indica la strada per rispondere alla crisi in Medio Oriente

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha presentato una serie di azioni che si possono mettere subito in atto per ridurre la pressione dei prezzi del petrolio sui consumatori. Sono azioni che possono prendere in considerazione i governi, le imprese e le famiglie. Insieme, almeno questa è l’idea dell’agenzia internazionale, si può davvero attenuare l’impatto economico dell’instabilità dei mercati petroliferi causata dalla guerra in Medio Oriente.

Così il nuovo rapporto dell’Aie individua 10 misure che possono essere implementate, dal trasporto alla cottura dei cibi, per contribuire ad attutire lo shock energetico.

Lo shock energetico: il contesto instabile

L’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel suo ultimo rapporto, non ha solo individuato le misure necessarie per attutire lo shock energetico, ma ha anche delineato il contesto nel quale queste misure si rendono necessarie. Le perturbazioni dei mercati petroliferi hanno un impatto notevole, dalle singole famiglie fino all’economia di uno Stato.

Il conflitto, l’attacco voluto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la sua risposta, ha generato la più grande interruzione delle forniture della storia del mercato petrolifero globale. Questo perché, come abbiamo imparato in queste settimane, il 20% del consumo mondiale di petrolio (circa 20 milioni di barili al giorno tra greggio e prodotti raffinati) attraversa lo stretto di Hormuz ogni giorno. Stretto che ora risulta chiuso. Questo ha spinto i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile e, di fatto, ha provocato un aumento dei prezzi anche dei prodotti raffinati come gasolio, carburante per aerei e gas di petrolio liquefatto (Gpl).

Mentre si attende una soluzione per il transito attraverso lo stretto di Hormuz, c’è la necessità di attutire l’impatto negativo sui mercati energetici globali. I Paesi membri dell’Aie hanno concordato di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve di emergenza a tale scopo. Ma con il nuovo rapporto, l’agenzia invita a fare qualcosa di più.

Ridurre l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio

Proprio da questa necessità di attenuare l’impatto negativo sui prezzi del petrolio, il rapporto dell’Aie ha individuato 10 misure che possono essere prese in considerazione tanto dai governi, quanto dalle imprese e dalle singole famiglie. Sono azioni che si concentrano sui trasporti su strada, sulla cottura dei cibi, fino alla gestione dell’aviazione e dell’industria.

Quali misure applicare immediatamente per ridurre la richiesta di petrolio e dei suoi derivati? Questa è la domanda alla quale si cerca di rispondere.

Tra i consigli si trovano la riduzione degli spostamenti casa-lavoro, la diminuzione della velocità in autostrada, l’incentivazione del trasporto pubblico e l’incremento del car sharing. Ma anche il miglioramento dell’efficienza dei veicoli che consegnano merci, l’evitare i viaggi aerei laddove esistono delle alternative e, infine, tutta una serie di consigli per le industrie.

Le misure: 10 consigli pratici

I 10 consigli dell’Aie sono misure politiche che possono essere “facilmente” applicabili per tutelare i consumatori.

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