Raccolta Raee, migliora l’Italia +1,9% ma il Sud ricicla meno e peggio

Il report del Centro di Coordinamento Cdc evidenzia la crescita dei grandi elettrodomestici e il divario tra Nord e Sud nello smaltimento

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

L’Italia sta diventando sempre più brava a raccogliere i rifiuti Raee. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono una risorsa se raccolti e smaltiti correttamente: la crescita del +1,9% (pari a oltre 6.800 tonnellate) è un dato positivo secondo il Centro di Coordinamento CDC. Nel 2025 la raccolta di questi rifiuti è aumentata rispetto all’anno precedente, con un totale di oltre 363.500 tonnellate annuali.

Non tutte le categorie sono cresciute: alcune apparecchiature sono state smaltite in misura maggiore rispetto ad altre, come l’elettronica di consumo e i grandi elettrodomestici, mentre diminuiscono tv e monitor, oltre alle sorgenti luminose. Il rapporto, per quanto ancora parziale, evidenzia una differenza geografica sostanziale. In alcune regioni si raccoglie meglio questa tipologia di rifiuti rispetto ad altre, generalmente posizionate nel Sud Italia. A fare la differenza non sono tanto i comportamenti dei singoli, quanto la capillarità dei punti di raccolta.

Aumenta la raccolta di Raee: +1,9% nel 2025

Secondo il Centro di Coordinamento Raee, la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche è aumentata del +1,9% nel 2025. Si tratta di oltre 6.800 tonnellate in più rispetto al 2024, per un totale complessivo di oltre 363.500 tonnellate.

Le apparecchiature non sono state raccolte in maniera uniforme: ci sono rifiuti elettronici più semplici da intercettare e smaltire correttamente, mentre altri faticano a entrare nel circuito del riciclo.

I Raee si dividono infatti in cinque gruppi principali:

Hanno giocato a favore di questi dati iniziative come il bonus elettrodomestici, che ha permesso di sostituire i vecchi dispositivi con versioni più efficienti.

C’è stata invece una diminuzione della raccolta, in controtendenza rispetto al 2024, per gli altri due gruppi:

Differenze territoriali: dove si smaltisce meglio

Dal report emerge un altro dato importante: la raccolta funziona meglio dove esistono punti vendita o zone di ritiro attrezzate, mentre si registrano dati inferiori nelle province e nelle regioni dove lo smaltimento è logisticamente più difficile.

Il prossimo 25 marzo ne avremo la conferma definitiva, ma la differenza territoriale sulla qualità dello smaltimento varia sensibilmente in base alle iscrizioni dei punti vendita ai portali Raee.

Rispetto al 2024, quando i punti vendita iscritti erano 5.000, nel 2025 sono state registrate oltre 18.000 nuove quote. Resta però un divario territoriale: in cima alla classifica ci sono le regioni del Nord come Friuli-Venezia Giulia e Liguria (rispettivamente 48 e 46 punti vendita ogni 100.000 abitanti), mentre le regioni del Sud restano sotto la media nazionale, con la Campania che si ferma a 13 punti vendita ogni 100.000 abitanti.

L’aumento dei punti vendita è dovuto anche all’obbligo di iscrizione al portale del Centro di Coordinamento per i depositi, in cui vengono tracciati i rifiuti ritirati dai consumatori.

Nel 2026 è prevista un’ulteriore crescita, poiché il Centro di Coordinamento sta intensificando il dialogo con le associazioni di categoria per aumentare l’interscambio di dati. L’obiettivo è rendere i cittadini sempre più consapevoli su come gestire i rifiuti “speciali”. Già oggi, infatti, sappiamo che la maggior parte dei Raee proviene dalle isole ecologiche e, dunque, direttamente dagli utenti finali.

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