Eolico e fotovoltaico vicino casa, ok per 69% degli italiani a differenza del nucleare

Il sondaggio Ipsos per Legambiente ribalta la sindrome Nimby: quasi 4 su 10 accetterebbero un parco a soli 10 km e il 44% chiede incentivi

Pubblicato:

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Tra le azioni di contrasto alla crisi climatica c’è l’investimento sulle energie rinnovabili, da preferire ai combustibili fossili. Secondo il nuovo sondaggio Ipsos “Rigenerare il futuro”, realizzato per la 13ª edizione dell’Ecoforum nazionale sull’economia circolare di Legambiente, il 44% dei cittadini chiede al governo di incentivare la produzione e l’impiego delle fonti pulite.

Un altro dato non scontato, e che inverte la rotta rispetto al passato su quelle che sono state le critiche principali all’eolico e ai pannelli fotovoltaici, è che il 69% dei cittadini si dice favorevole ad avere gli impianti nelle vicinanze delle loro abitazioni.

Energia pulita vicino casa: non spaventa più

Il sondaggio Ipsos “Rigenerare il futuro”, presentato alla 13ª edizione dell’Ecoforum nazionale sull’economia circolare, ha svelato l’esistenza di una maggioranza di italiani che chiede di accelerare sulla transizione ecologica. Un dato interessante, e che supera la diffidenza legata alla sindrome Nimby (dall’inglese “Not In My Back Yard”), è quello che vede una buona percentuale di italiani d’accordo sulla presenza di impianti eolici e solari vicino alle proprie abitazioni.

Non più “non nel mio giardino”, ma anche entro i 10 km dalle proprie case. Il 69% dei cittadini si dichiara infatti pienamente favorevole a ospitare parchi eolici o impianti fotovoltaici vicino alle proprie case.

La distanza minima

Rispetto al passato, e alla narrazione comune per la quale gli impianti eolici rovinavano i paesaggi e gli impianti solari erano troppo ingombranti, oggi gli italiani sono molto più propensi agli investimenti sulle fonti rinnovabili.

Dal sondaggio emerge infatti una generale apertura verso le installazioni legate alle rinnovabili: quasi 4 italiani su 10 le accetterebbero a soli 10 km.

In percentuale, per parco eolico e fotovoltaico:

C’è poi un 10% per il quale non c’è una distanza minima perché non vorrebbe proprio impianti vicino alla propria abitazione. Una percentuale che sale al 32% per le centrali nucleari, che vedono percentuali di favore molto più basse.

Per fare un confronto tra le tecnologie, per le centrali nucleari:

I progetti eolici ostacolati

Mentre i pannelli solari sono ormai molto diffusi e ne esistono diverse versioni per utenze domestiche, per gli impianti eolici la strada verso la normalizzazione sembra più lunga e complessa.

Le proteste contro gli impianti eolici sono infatti molto più diffuse rispetto a quelle contro il solare. Nel 2026, per esempio, si protesta ancora contro quelli in Sardegna e in Toscana. Tra le motivazioni c’è la difesa della biodiversità e dell’ambiente e, in più piccola parte, del paesaggio.

Per rispettare il Piano Nazionale Energia e Clima, però, l’Italia deve raddoppiare la capacità eolica installata nei prossimi cinque anni. La critica, però, sta nel fatto che non è strettamente necessario creare nuovi impianti.

Si può puntare al rinnovo tecnologico di quelli già esistenti, realizzati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Grazie alle nuove turbine si potrebbe contribuire per circa il 60-70% della capacità eolica necessaria a raggiungere gli obiettivi del piano (che prevede 26 GW di capacità installata entro il 2030).

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963